Unioni civili, Alfano ha paura del referendum: “Apre porte a nozze gay”

Ministro Alfano, l’approvazione della legge sulle unioni civili avrà riflessi sulla maggioranza e sulla tenuta del governo? «Abbiamo votato questa fiducia perché la legge ha conferito diritti patrimoniali anche a coppie dello stesso sesso, ma ha detto chiaramente no all’equiparazione col matrimonio e anche alle adozioni. Abbiamo vinto la partita del buon senso al Senato e alla Camera è arrivata la fotocopia del testo votato al Senato. La nostra posizione non è distante, anzi, da quella rappresentata da autorevoli ed eminentissimi cardinali nei mesi scorsi proprio sul Corriere della Sera. Se avessi dato retta a tutti i “radicali” che mi consigliavano la rottura con Renzi, ci sarebbe stato un accordo con Grillo e avremmo avuto davvero il matrimonio gay, paritario a quello pre visto nel codice civile, e anche le adozioni gay con la naturale conseguenza dell’utero in affitto. Rivendico con forza un risultato frutto del buonsenso: un sì e due no. Si ai diritti patrimoniali, no alle adozioni e all’equiparazione col matrimonio. Abbiamo posto paletti chiari. La prova è che unioni civili e matrimonio sono figli di genitori diversi: il matrimonio è figlio degli articoli 29 e 31 della Costituzione, le unioni civili degli articoli 2 e 3», spiega a “Il Corriere della Sera”.

Alfano: «No a un referendum, rischi altissimi. Ma non si parli di riti o celebrazioni»

Ora settori del centrodestra parlano di referendum abrogativo. Lei che ne pensa? «Lo avrei sostenuto e promosso qualora ci fossero state le adozioni, sconvolgendo cosi il nostro ordinamento e l’impianto stesso della nostra società. Invece, con questa legge, un’eventuale sconfitta del fronte referendario spalancherebbe la strada ai vincitori per andare ben oltre, chiedendo adozioni ed eguaglianza formale delle unioni civili ai matrimoni. Un’operazione a rischio altissimo. Con i sondaggi che danno oltre il 60% di italiani favorevoli al riconoscimento dei diritti civili e patrimoniali, significa volere giocare d’azzardo con la famiglia».

“Referendum spalancherebbe porta a matrimoni gay”

Matteo Renzi ha detto ieri che non ci sono le condizioni per poter parlare ora di adozioni per le unioni civili. «Abbiamo detto di no alle adozioni per l’oggi e per domani: fa parte di un patto con Renzi e con il governo. Per noi, non può rientrare dalla finestra ciò che abbiamo tenuto fuori dalla porta. Ribadiamo che un bambino o una bambina hanno bisogno di un papa e di una mamma. E visto che due persone dello stesso sesso non possono procreare per natura, se sono due uomini dovrebbero prendere un figlio procreato o fatto procreare da una donna. Noi siamo assolutamente contrari alla pratica dell’utero in affitto, il mezzo al quale ricorrerebbero inevitabilmente le coppie maschili. Abbiamo ribadito chiaramente in Parlamento e nel Paese che consideriamo quel metodo un turpe mercimonio che merita di essere considerato reato universale punibile in Italia anche quando venga commesso all’estero. Impediremo in ogni modo che si metta la targhetta del prezzo sul ventre di una donna».