Referendum, allarme per Renzi. Il 54% pronto a bocciare la riforma

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Referendum da brividi per Matteo Renzi. Se si andasse a votare oggi la maggioranza degli italiani boccerebbe la “storica” riforma costituzionale sulla quale il premier si gioca, per sua stessa ammissione, la permanenza a Palazzo Chigi.

Referendu: il 54 per cento degli italiani dice no

Secondo un sondaggio Ixè per Agorà (Raitre), infatti, oggi il 54 per cento degli elettori voterebbe no al quesito referendario e il 46 per cento metterebbe la croce sul sì, una settimana fa erano il 48.  Buona la partecipazione popolare al referendum (anche se per la validità non è richiesto il quorum): il 72% degli intervistati ha detto che si recherà alle urne (una settimana fa era il 74%), non andrà il  22% (era il 16% il 6 maggio), “non sa”, invece, il 6%. Più della metà del campione sondato (54%) è però convinto che la nostra Costituzione andrebbe cambiata contro il 45% dei contrari. In occasione del referendum, infine, una netta maggioranza (il 67%) ha detto no a prese di posizione della magistratura perché, ha risposto, «la magistratura non deve fare politica». Per il 26%, invece, è un diritto dei magistrati prendere posizione. Renato Brunetta è il primo a commentare su Twitter: “Sondaggio #Ixè Aumentano i no a referendum costituzionale, adesso sono il 54%. Ormai tutti i sondaggisti danno @matteorenzi perdente” , scrive il capogruppo di Forza Italia alla Camera.

In calo la fiducia nel governo

A meno di un mese dalle amministrative gli italiani mostrano una crescente insofferenza verso l’esecutivo. Secondo l’istituto Ixè per Agorà la fiducia degli italiani nel governo Renzi scende di un punto rispetto a una settimana fa, attestandosi al 25 per cento: un trend calante dal 30 per cento di marzo. Quanto al feeling con  i protagonisti della politica il presidente del Consiglio rimane al secondo posto con il 28 per cento in compagnia di Luigi Di Maio (al comando c’è sempre Sergio Mattarella, con il 55%). Seguono Giorgia Meloni al 25 per cento, Matteo Salvini al 23 per cento, Enrico Zanetti al 13-14 per cento e  Angelino Alfano all’11.