E adesso Papa Francesco abbraccia l’imam: “Uniti contro il terrorismo”

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“Il nostro incontro è il messaggio”. Francesco ha accolto con queste parole a mezzogiorno di ieri, nella biblioteca del palazzo apostolico, il grande imam di Al Azhar, Ahmad Muhammad Al-Tayyib, che al termine del colloquio ha invitato il Papa all’università islamica del Cairo. La stretta di mano e poi l’abbraccio fraterno tra il vescovo di Roma e la più alta autorità dell’Isiam sunnita è un evento religioso che avviene per la prima volta dentro le mura del Vaticano. E arriva dopo anni in cui i rapporti erano diventati tesi. L’incontro è un evento destinato ad avere conseguenze nel mondo musulmano: AlTayyib è l’imam che, con l’appoggio del presidente egiziano Al Sisi, più decisamente avversa il fondamentalismo islamista dei predicatori di odio, si legge su “la Stampa“.

Incontro organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio

Al centro del colloquio, durato quasi trenta minuti e che si è svolto in un clima molto cordiale, ci sono stati il «comune impegno delle autorità e dei fedeli delle grandi religioni per la pace nel mondo, il rifiuto della violenza e del terrorismo, la situazione dei cristiani nel contesto dei conflitti e delle tensioni nel Medio Oriente e la loro protezione». Francesco e Al-Tayyib “hanno rilevato il grande significato di questo nuovo incontro nel quadro del dialogo fra la Chiesa cattolica e l’Islam”. Il breve viaggio europeo del leader sunnita, che nel pomeriggio è ripartito per Parigi – la città europea più colpita – dove ha incontrato Hollande all’Eliseo e oggi parteciperà a un incontro promosso dalla Comunità di Sant’Egidio insieme ad Andrea Riccardi, è stato pensato e costruito attorno a questo incontro Oltretevere, al quale si lavorava da tempo, ma che è stato deciso nel giro di pochissimi giorni.

Il rapporto difficile con Benedetto XVI

L’incontro ha infatti chiuso una fase di gelo, iniziata nel gennaio del 2011, dopo un sanguinoso attentato contro i copti di Alessandria, quando Benedetto XVI parlò dell’«urgente necessità per i governi della regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose». Papa Ratzinger si riferiva ovviamente ai governi locali. Ma le sue parole vennero tradotte male dai media arabi, che le presentarono come una richiesta di intervento da parte dell’Occidente in quell’aerea. Ma tutto questo è il passato, superato ancora prima della stretta di mano, e rimasto in effetti ai margini del colloquio.