Fa scalpore in Russia l’iniziativa della Regione Veneto sulla Crimea

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Ha provocato un immediato scalpore in Russia la notizia che i consiglieri di maggioranza della Regione Veneto hanno firmato una risoluzione per chiedere al governo italiano un impegno per il riconoscimento della Crimea come parte della Federazione Russa e la fine delle sanzioni. L’atto, che sul piano formale una volta approvato avrebbe di fatto il carattere di un auspicio, approderà in aula il 18 maggio prossimo, primo firmatario Stefano Valdegamberi, consigliere della lista Zaia e reduce da un forum a Yalta. La Crimea nel 2014, in seguito alla crisi ucraina e all’intervento più o meno esplicito della Russia, che ha sostenuto le frange separatiste della regione, si è staccata dal resto dell’Ucraina, separazione confermata dall’esito di un referendum che non è stato riconosciuto legittimo dall’Unione Europea, dagli Usa e da un terzo degli Stati membri dell’Onu. La Russia, invece, considera valido il risultato. “La risoluzione – spiega Valdegamberi – vuole che a voce alta sia riconosciuta la possibilità al popolo della Crimea di scegliere il proprio destino, e la Crimea vuole stare con la Russia. Inoltre chiede che venga posto fine alle sanzioni e che vengano ripristinati i rapporti con la Russia. Certo, non ha un valore di politica estera, esprime un auspicio, ma ha un valore molto forte perché il Veneto subisce la conseguenza di una politica europea sbagliata”.

L’iniziativa dell’ assemblea regionale veneta è seguita con molta attenzione anche dalla stampa russa. Il primo a scriverne è stato il quotidiano Izvestia, ma presto la storia è finita su siti – primo fra tutti Sputnik, testata vicinissima al Cremlino – e nelle televisioni. “Se la votazione avrà esito positivo – rileva Izvestia – il Veneto sarà la prima regione in Europa a riconoscere la Crimea come parte della Russia”. Proprio oggi il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto di prolungare le sanzioni contro la Russia in un incontro a Kiev con gli ambasciatori dei paesi del G7. A muovere l’iniziativa dei 24 consiglieri veneti, al di là della questione politica, c’è il tema economico, legato alle penalizzazioni sul fronte dell’export con la Russa per le attività produttive venete, in particolare il settore primario. “L’Italia, l’Europa, si fa del male – dice il consigliere veneto – per negare il diritto a una popolazione di decidere del suo destino. Cosa ci importa con chi sta la Crimea? Se vuole stare con la Russia ci stia”. La risoluzione, se approvata, “impegna il presidente del Consiglio regionale del Veneto e il presidente della giunta regionale ad attivarsi presso il governo e il parlamento nazionale e le istituzioni europee per la revisione dei rapporti tra l’Unione europea e la Federazione Russa, evidenziando i danni irreversibili alla nostra economia provocati dalle loro scelte scellerate ed irresponsabili anche alla luce della sicurezza internazionale”.