Condannato Daniele De Santis, l’ultrà che uccise Ciro Esposito: 26 anni di carcere

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Daniele De Santis, l’ultrà romanista accusato della morte di Ciro Esposito avvenuta nel 2014 a Roma è stato condannato dalla Terza Corte d’assise di Roma a 26 anni per la morte del giovane tifoso del Napoli ferito gravemente il 3 maggio di due anni fa, poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli e morì dopo un’agonia durata 53 giorni. Per lui l’accusa aveva chiesto l’ergastolo. “Devi marcire per quello che hai fatto”,  ha urlato qualcuno dal pubblico subito dopo la lettura della sentenza. «La pena inflitta è congrua e giusta, per De Santis non provo odio perchè l’ho perdonato”, ha detto la madre di Ciro Esposito, Antonella Leardi, presente in aula.

Il 3 maggio di due anni fa, poche ore prima dell’inizio della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli,  un corteo di tifosi napoletani venne assalito mentre percorreva viale di Tor di Quinto in direzione dello stadio Olimpico, scortato dalla polizia. All’improvviso, vennero sparati sette colpi di pistola. A terra rimase Ciro Esposito, tifoso napoletano di 31 anni. A sparare, un ultrà romanista, Daniele De Santis, 48 anni, che nel 2004 aveva fatto sospendere un derby perché insieme ad altri aveva diffuso la notizia (rivelatasi poi falsa) che la polizia aveva travolto e ucciso un ragazzino fuori dall’Olimpico. Ciro Esposito morì dopo 50 giorni di agonia nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Gemelli di Roma, dove era ricoverato.

Oggi i giudici della Terza Corte d’assise di Roma, nell’ambito del processo per la morte di Ciro Esposito, hanno condannato anche ad 8 mesi di reclusione Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito che erano accusati di rissa. I giudici, per quanto riguarda invece la posizione di Daniele De Santis, hanno disposto una provvisionale in favore dei familiari di Esposito di 140 mila euro.