Cresce il consumo dell’ecstasy e la cannabis di diffonde a macchia d’olio

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Nuovo drammatico allarme. L’ecstasy, la pasticchetta stimolante che andava tanto in voga tra i giovani nella prima metà degli anni Duemila e poi calata nei gusti, è tornata in auge tra i giovani europei. Circa 2,1 milioni di persone tra 15 e 34 anni l’hanno usata nell’ultimo anno, secondo quanto rileva la Relazione europea sulla droga 2016, che fa riferimento ai consumi nel 2014. La novità non riguarda solo il consumo in crescita, ma anche le modalità: l’ecstasy non è più destinata al consumo di nicchia o consumata nelle discoteche, ma è utilizzata da un bacino di giovani più ampio in contesti più tradizionali di vita notturna, come bar e feste. Ciò sarebbe da ricondurre a nuove tecniche di produzione e soprattutto all’offerta online, oltre che alla vicinanza dei luoghi di produzione: impianti su larga scala dell’Mdma (nome scientifico dell’ecstasy) sono stati, ad esempio, smantellati in Belgio e nei paesi bassi. Polveri, cristalli e compresse contenenti elevati dosaggi sono ora più facilmente reperibili e le compresse vengono a volte promosse con sofisticate tecniche di marketing. La Relazione evidenzia casi di intossicazione e perfino decessi associati all’uso di ecstasy.

Non solo l’ecstasy, la cannabis si diffonde a macchia d’olio

Cannabis sempre più diffusa fra i giovani europei: circa 16,6 milioni di cittadini Ue tra 15 e 34 anni l’ha usata nel 2014, 2 milioni in più rispetto al 2013. L’Italia è ai primi posti come percentuali di consumo giovanili, dopo la Repubblica Ceca e la Francia, e al top per sequestro di foglie, cioè di marijuana. È quanto emerge dalla relazione europea sulla droga 2016 presentata a Lisbona dall’Agenzia europea delle droghe, che ha raccolto e messo a confronto i report 2015 (relativi al 2014) dei 28 Stati membri più Turchia e Norvegia. La Relazione lancia l’allarme anche sull’aumento della produzione di cannabis all’interno del territorio europeo. Si stima che circa l’1% degli adulti europei consumi cannabis quotidianamente o quasi, e desta preoccupazione che il numero di persone che si sottopongono per la prima volta a cure sanitarie per problemi legati alla cannabis sia aumentato da 45mila nel 2006 a 69mila nel 2014. Un aumento collegato a fattori come il consumo intensivo e il forte aumento della potenza della cannabis in commercio. La cannabis rappresenta la quota più ampia del mercato europeo delle sostanze illecite. La produzione di questa sostanza, sottolinea la Relazione, è diventata una delle principali fonti di reddito per la criminalità organizzata. I reati legati alla cannabis, la maggior parte dei quali riguarda il consumo o il possesso per uso personale, rappresentano inoltre circa i tre quarti di tutti i reati connessi alla droga. Per quanto riguarda i sequestri di piantine di cannabis, l’Agenzia Ue, pur avvertendo che questi dati vanno presi con cautela, sottolinea che il numero è più che raddoppiato, passando da 1,5 milioni nel 2002 a 3,4 milioni nel 2014.