CasaPound, alta tensione a Roma. Di Stefano: no alle provocazioni

Clima pesante a Roma in vista del corteo di CasaPound in programma sabato all’Esquilino. Una settimana fa si è verificata la brutale aggressione al gazebo di CasaPound al Prenestino. Ieri mattina una decina di persone incappucciate, come riporta il Messaggero, ha fatto irruzione nell’ufficio elettorale di un candidato di CasaPound al secondo Municipio. E ancora un’aggressione si è verificata ieri sera, sempre al Prenestino: tre persone sono state picchiate perché avevano strappato manifesti di CasaPound.

In questo contesto infuocato è stato autorizzato un presidio antifascista in piazza dell’Esquilino proprio per sabato, in contemporanea al corteo di CasaPound che muoverà da via Napoleone III e che terminerà il suo percorso a via di San Gregorio. Le misure di sicurezza saranno esaminate nei dettagli venerdì prossimo in prefettura.

“Ogni volta che facciamo una manifestazione – osserva Simone Di Stefano, candidato sindaco del movimento CasaPound a Roma – c’è qualcuno che ha un problema. L’estrema sinistra dei centri sociali, che di solito mettono a ferro e fuoco le città, dice che CasaPound non ha diritto di manifestare. Noi abbiamo sempre manifestato pacificamente e non è mai successo niente. A chi vuole mettere a ferro e fuoco la città dico ‘non vi seguiremo su queste strada’. Assolutamente non raccogliamo provocazioni”.