Brennero, l’assalto sorprende il Viminale: feriti 4 agenti (fotogallery)

Ore di battaglia furiosa con decine e decine di lanci di pietre contro le Forze dell’ordine, centinaia di bengala e scontri con polizia e carabinieri a colpi di bastoni che hanno portato al ferimento di 3 carabinieri e di un poliziotto e al fermo di una ventina di manifestanti. E’ pesante il bilancio della manifestazione che, con larghissimo anticipo, 500 fra anarchici, no global, Centri sociali ed estremisti di sinistra avevano preannunciato beffardamente nelle scorse settimane sul web e sui social di tutta Europa richiamando al Brennero quella che il leghista Calderoli non fatica a definire «la feccia d’Italia» arrivata lì per protestare contro il muro annunciato nei giorni scorsi dall’Austria.
Finiti gli scontri, dispersi i manifestanti, si tirano le somme. E la sensazione che, ancora una volta, il ministro dell’Interno Alfano abbia fallito sottostimando gli annunci e lasciando che i black-bloc arrivassero fino a lì, fino alla stazione ferroviaria del Brennero e dilagassero poi nell’area.
Già dal mattino presto gli agenti, sia italiani che austriaci, si erano schierati a centinaia lungo la ferrovia pronti ad accogliere i manifestanti che si erano dati appuntamento per le 14.30 alla stazione dei treni del Brennero provenienti da tutta Europa. Proprio mentre l’Austria annunciava, ridicolizzando il governo italiano, che non avrebbe costruito alcun muro: «Al Brennero non ci sarà nessun muro e il confine non verrà chiuso – aveva spiegato il neo ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka aggiungendo sarcastico – se l’Italia fa i suoi compiti non ci sarà neanche bisogno dei controlli».
L’annuncio non è servito a granché perché oramai gli anarchici stavano convergendo da tutta Europa sul Brennero ben decisi a fare più danni possibili. Il piccolo paesino, a 1.300 metri di quota, attraversato dal confine, è stato praticamente bloccato dalle forze dell’ordine. Da un lato, quello italiano, polizia, carabinieri, guardia di finanza, tutti in assetto anti sommossa hanno bloccato la strada lungo la quale sorge la stazione ferroviaria. Da Trento è stata annunciata la partenza di qualche centinaio di militanti che troveranno ad attenderli una cittadina blindata. Subito dopo il confine ecco pronti i poliziotti austriaci a centinaia, anche loro in assetto anti sommossa. Dietro le linee, hanno annunciato le autorità austriache, ci sono anche due blindati con gli idranti che entrerebbero in funzione, assieme ai gas urticanti, nel caso i manifestanti dovessero superare il limite previsto per la manifestazione all’interno del territorio austriaco. Ad assistere a questa mobilitazione, oltre agli abitanti del luogo che hanno detto di non avere visto nulla di simile sin dalla guerra ’14-’18, anche parecchi turisti. Alcuni di loro, infatti, hanno dovuto fermarsi lassù perché le autorità austriache hanno bloccato la statale del Brennero.
Scesi dai treni e dalle auto che li hanno portati fin lì da Germania, Austria e Spagna, circa 500 tra black block ed anarchici, molti già con volto coperto e vestiti di nero, sono usciti dalla stazione e hanno iniziato a lanciare slogan contro le forze di polizia e contro i giornalisti facendo esplodere anche alcuni botti e, poi, avviandosi verso l’Austria. Mentre attraversavano la strada principale del paese, alcuni manifestanti si sono scagliati contro i giornalisti ed i fotografi che li riprendevano ma sono stati respinti a colpi di manganello e si sono poi dispersi nel paesino.
E’ stato a questo punto che il corteo si è diviso in due tronconi. Il primo troncone ha cercato di abbattere le transenne che le forze dell’ordine avevano allestito per evitare che i dimostranti giungessero sulla sedia ferroviaria. I manifestanti hanno lanciato bengala ed oggetti esplodenti. A quel punto la polizia si è vista costretta a lanciare i lacrimogeni. Un poliziotto è rimasto ferito   e alcuni cronisti sono stati colpiti dai gas lacrimogeni. Il corteo con i black bloc, a quel punto, ha iniziato ad avanzare verso il confine austriaco.
Un gruppo ha raggiunto i binari nei pressi della stazione ferroviaria. Altri gruppi si sono dileguati nel paese. Sulla strada davanti alla stazione decine e decine di pietre lanciate dai manifestanti.
Il primo fermato è un anarchico con il cappuccio nero calato sulla fronte, trascinato fuori dalla stazione dalle forze di polizia. Spunta i mezzo ai poliziotti mentre sul paese di Brennero, avvolto dalla nebbia dei lacrimogeni, volteggia un elicottero.
L’azione congiunta delle forze dell’ordine, polizia, carabinieri e guardia di finanza, sembrava avesse raggiunto i risultati sperati respingendo il gruppo dei manifestanti che era giunto al Brennero in automobile. Questi invece si sono concentrati sulla ferrovia. E mentre ripiegavano verso il parcheggio i black-bloc hanno continuato a lanciare bengala e grossi sassi contro i poliziotti. Gli agenti si sono fatti avanti con i lacrimogeni spingendo i dimostranti fino al parcheggio. Qui una parte di loro anziché raggiungere le vetture è di nuovo uscita, ammassandosi sulla linea ferroviaria internazionale e poi attraversandola per raggiungere l’autostrada che corre parallela alla ferrovia. Si è reso necessario interrompere la linea ferroviaria internazionale del Brennero e, a causa degli scontri, i treni sono stati fermati prima del valico italo-austriaco.
Mano a mano le forze dell’ordine hanno fermato diversi manifestanti, agguantati dagli agenti e poi fatti sdraiare a terra. Gli agenti hanno raggiunto i manifestanti sull’autostrada mentre un altro contingente di polizia e carabinieri, più nutrito, alla cui testa si trova un idrante della polizia, ha fronteggiato il grosso dei manifestanti che si era accalcato sulla strada stradale.
C’è voluto parecchio tempo per sgomberare i manifestanti dalla linea ferroviaria internazionale del Brennero e dall’autostrada. Una buona parte si è dispersa, alcuni nuclei hanno continuato per un po’ a fronteggiare le forze dell’ordine a valle dell’abitato di Brennero, aldilà di un corso d’acqua.
Le forze di polizia hanno fatto a quel punto ritorno verso il paesino di frontiera lungo una strada statale cosparsa dei resti della vera e propria battaglia che al valico è infuriata per ore. Grossi sassi sparsi ovunque, i carabinieri hanno sequestrato addirittura quello che sembra essere il grosso manico di un’ascia, centinaia i bengala lanciati contro i poliziotti. Tre ore dopo l’arrivo degli anarchici l’area tornava alla normalità o quasi, con l’autostrada e la ferrovia che venivano riaperte. Alla fine il bilancio era di tre carabinieri e un poliziotto feriti durante gli scontri, una ventina i manifestanti fermati. In attesa della prossima volta si contano i danni.

 

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