Bonino festeggia le unioni gay: “Ora eutanasia, cannabis libera e asilo”

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Emma Bonino chiama la battaglia sui diritti civili: “In Italia bisogna sempre spingerli a forza, non sediamoci” Ne ha combattute di battaglie, Emma Bonino. Da dentro al governo, da fuori, dalla scomoda posizione di una che spesso dice quanto i connazionali non sono ancora pronti ad ascoltare. L’ex ministro degli esteri, ex commissario europeo e molti altri ex ruoli tranne che radicale non abbassa la guardia sui diritti, si legge su “la Stampa“.

Bonino: ‘Ora avanti con eutanasia cannabis, cittadinanza e asilo”

Da presidente dell’European Council on Foreign Relations parla e tratta con regimi campioni di violazioni, ma ogni paese ha la sua storia e questa è la nostra. Seppur maturata con difficoltà, è una giornata epocale nella marcia per i diritti degli italiani? «Ricordo che la prima proposta di legge del genere portava la firma di Agata Alma Cappiello, Margherita Boniver e poche altre: era il 1988 e non m mai discussa. Nel 2006 i Dico vennero bloccati da destra e da sinistra. Poi toccò ai Pacs e infine, lento pede, eccoci a regolare una realtà nel frattempo mutata. Questa legge non cambia la società ma, ancorché timida e riduttiva, prende almeno atto tardivamente dell’Italia del 2016, cioè di una mutazione già avvenuta».

«I diritti civili in Italia vanno sempre spinti a forza», insiste la Bonino

C’è chi dice è troppo, chi troppo poco. Com’è questa legge? «Il dibattito è legittimo. I diritti civili non dovrebbero essere ideologici: non appartengono ne alla destra ne alla sinistra, sono delle persone. Il referendum sul divorzio passò con il 52%, metà della gente era contraria. Quello che mi rattrista sono i toni volgarissimi uditi nei giorni passati al Senato, toni che ricordano quelli pessimi sulla morte dignitosa e l’eutanasia, all’epoca del cosiddetto caso Englaro, altro tema su cui, lentopede, avanziamo. È noto che sulle scelte personali il proibizionismo non funziona, eppure i politici sembrano non capire. Lo sforzo di legalizzare è duro ma, a differenza dell’illusione nefasta di proibire, funziona». Perché ad ogni battaglia legale sui diritti siamo punto e a capo? «I diritti civili in Italia vanno sempre spinti a forza. Vero invece è che purtroppo da almeno vent’anni l’impegno è meno vivace e più frantumato. Ognuno si batte per una cosa, i gay, le donne, l’eutanasia. E la politica non sente il fiato sul collo».