Rimini, bombe-carta contro Salvini: «Branco di sfigati, andate a lavorare»

Due giovani sono stati fermati dalle forze dell’ordine all’arrivo del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in piazza Tre Martiri a Rimini per un comizio con il candidato sindaco del Carroccio, Marzio Pecci. All’ingresso di Salvini nella piazza alcune persone hanno iniziato a fischiare e sono stati esplosi tre petardi. Dalla parte dove sono stati esplosi i petardi le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno bloccato due giovani. Dal palco, davanti alla platea accorsa in piazza ad ascoltarlo, Salvini si è rivolto ai contestatori dicendo: «Sono un branco di sfigati, andate a lavorare, sono venti figli di papà». Due agenti di polizia sono rimasti feriti durante gli scontri. Un agente ha ricevuto un morso, una collega dopo essere stata aggredita è scivolata facendosi male a gamba e mano. All’arrivo di Salvini in piazza Tre Martiri un gruppo di una ventina di ragazzi ha fatto esplodere tre grossi petardi, simili a bombe carta, e poi ha aggredito un contingente di 15 agenti in assetto antisommossa. Il gruppo si è poi disperso tra le vie del centro storico ma due giovani sono stati fermati, ammanettati sul posto e portati in questura. In un primo momento le forze dell’ordine hanno pensato che i giovani facessero parte della tifoseria del Rimini calcio ma l’ipotesi non trova conferme. I fermati sarebbero un ragazzo di Foggia, probabilmente studente Rimini, e un giovane residente a Morciano di Romagna. Sotto la questura si è poi riunito un gruppo di una decina di ragazzi che chiedono la liberazione dei due compagni.

Salvini: è la Lega che traina il centrodestra

Matteo Salvini ha tenuto il comizio senza problemi: nell’attuale scenario politico del centrodestra «io mi candido a radunare quegli italiani che, soprattutto, non votavano da tanto tempo e che sono stufi delle false promesse di Renzi. Poi se verrà qualcuno migliore di me io gli darò una mano: per intanto la Lega traina e io ne sono contento». Così, a margine di un comizio a sostegno del candidato sindaco della Lega Nord a Rimini, Marzio Pecci, il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ha replicato a chi gli chiedeva se avesse l’intenzione di candidarsi a leader dell’intero centrodestra. L’8 maggio inoltre la Lega Nord «sarà in piazza in tante città italiane per ricordare che è la giornata della festa della mamma e non del genitore uno o due». Lo ha detto il segretario della Lega intervenendo telefonicamente al convegno organizzato dal suo partito a Milano, a Palazzo Marino sede del Comune, sul tema della famiglia naturale. «Non si va da nessuna parte se non si riparte dal nucleo della famiglia con madre, padre e figli, se non ci sono gli asili nido gratuiti come in Francia, se non c’è sostegno ai genitori separati», ha aggiunto. «Mentre qualcuno, magari della maggioranza di governo adesso sta telefonando a banchieri e petrolieri – ha concluso – qui si stanno affrontando questi temi».