Ragazzina disabile esclusa dalle compagne, bloccata la gita scolastica

Gita sospesa. È intervenuto il ministero dell’Istruzione sul caso della ragazzina disabile che nessuna delle compagne voleva in camera durante una gita scolastica. La comunicazione è arrivata a poche ore dalla partenza del viaggio d’istruzione che avrebbe dovuto portare la classe a Salisburgo e poi a Mauthausen. Ora la parola sul caso passerà agli ispettori, a cui sarà affidato il compito di chiarire quanto accaduto tra le mura della scuola secondaria di Legnano.

La vicenda della ragazzina disabile

Più volte, negli ultimi giorni, i genitori della ragazzina disabile avevano chiesto alle istituzioni scolastiche di fermare la gita, come gesto educativo nei confronti dei “comportamenti discriminatori” dei ragazzi, e delle frasi offensive scritte sulla chat di classe. Ora è arrivata la decisione. «Aspettiamo che l’ispettore faccia il suo lavoro e poi vediamo – ha spiegato il direttore scolastico regionale, Delia Campanelli – ho tranquillizzato la mamma della ragazza, ho sentito la scuola e abbiamo avvisato le altre famiglie: una gita può aspettare, ma non si poteva far partire quella classe senza aver chiarito cosa sia successo». Sollevati i genitori che, solo dopo la scelta del ministero di sospendere la gita, sono riusciti a dire alla figlia che non sarebbe partita per l’Austria. Prima, non ne avevano avuto il coraggio. Il caso della ragazzina esclusa, cui se ne aggiungono altri due a Livorno e Isernia ha riacceso l’attenzione su una tematica importante, tanto che la prossima settimana è previsto un incontro al ministero con i rappresentanti degli uffici scolastici di tutta Italia per condividere modelli e strategie di prevenzione di episodi come quelli di questi giorni.