Anpi scatenata a Taranto: i “partigiani” contro la messa per il Duce e Gentile

Una messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile, promossa dai “missini di terra jonica” si terrà lunedì 18 aprile nella chiesa del Sacro Cuore di Taranto. Il manifesto di annuncio affisso in città ha provocato la vemeente reazione (ormai quasi pavloviana) delle varie associazioni e dei soliti movimenti antifascisti che hanno scritto alle redazioni dei giornali e delle agenzie di stampa. Per l’Anpi (Associazione nazionale partigiani) la messa in memoria di Mussolini, fondatore del fascismo, e Gentile, filosofo e ideologo fascista, rappresenta «un fatto gravissimo, che lede la sensibilità democratica della nostra comunità e infanga la memoria dei tanti cattolici – fra cui diversi sacerdoti – che parteciparono alla lotta di Liberazione dall’occupante nazifascista, pagando un pesante tributo di sangue». L’appello è stato condiviso da Cgil, Arci, Libera, Legambiente, Federazione degli studenti, Unione degli studenti, Arcigay, Sel, Prc, Giovani Comunisti, Pcdi, Azione civile, Sinistra anticapitalista e dal consigliere comunale e provinciale Dante Capriulo. I promotori fanno «appello alla coscienza democratica delle autorità civili e religiose locali e vigileranno affinché fermino questa improvvida iniziativa». Curioso che a sollevare la polemica siano proprio delle associazioni composte spesso da laici, agnostici e “mangiapreti”, che non riconoscono l’autorità morale della Chiesa. Per questi signori anche un rito religioso è occasione meschina di polemica. L’intolleranza degli antifascisti militanti non conosce limiti.