La religione non attira più: in Francia si cederanno mille chiese per farne fast-food

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Calo dei fedeli, crollo delle vocazioni, ristrettezze economiche. In Francia aumenta il numero di chiese vendute ai privati per usi decisamente più profani. Biblioteche, librerie, caffé, la “conversione” è già in marcia. «In parrocchia – spiega Patrice Besse, agente immobiliare specializzato in questo particolare settore intervistato oggi dal Parisien – affluiscono sempre meno fedeli e i finanziamenti sono in calo. Non ci sono più i mezzi per mantenere un tale patrimonio, al tempo stesso mancano i preti per dare la messa». In questo contesto, aggiunge, le diocesi si trovano costrette a vendere una parte dei loro beni. Dal 2010 è stata ceduta una media di due tre chiese all’anno. Ma la tendenza è destinata a crescere ancora.

È crisi della religione: chiese abbandonate

«Siamo solo all’inizio», avverte l’esperto, nei prossimi anni si venderà un minimo di circa mille chiese, tra il 25 e il 50 per cento del totale. Mentre i cattolici danno prova di pragmatismo. Per il 71% di essi meglio – emerge da un ultimo sondaggio Odoxa – una parrocchia trasformata in libreria che una parrocchia a rischio demolizione. Anche se non tutto è ammesso. nel 2007, a Nancy, la cittadinanza riuscì a bloccare la trasformazione di una chiesa intitolata a San Francesco d’Assisi in una filiale del KFC, colosso mondiale dei fast-food, specializzato in polli fritti.