Marco Prato, il killer del Collatino, su Fb scriveva contro i “fascisti omofobi”

Sadismo, ferocia. Gli aggettivi si affastellano man mano che emergono i particolari agghiaccianti sull’uccisione del giovane universitario preso a martellate e accoltellato a Roma, Luca Varani. Sconcertano e indignano le parole che è stato capace di scrivere sulla sua bacheca Fb il 24 gennaio del 2015 , Marco Prato, uno dei due assassini di Luca Varani, proprio quello che ha inferto la coltellata finale al giovane Varani, dopo le sevizie.  “Oggi va talmente tanto di moda fare serate gay che tutti si contendono o vantano di avere una piccola compagine all’interno della propria serata… Rimango BASITO quando vedo che storiche serate destroidi romane, composte essenzialmente da nostalgici fascisti omofobici strizzano l’occhio a realtà gay pur di avere un posto nella contemporaneità… Ciò che mi rattrista ancor di più è vedere che gli stessi gay vessati e alle volte anche fisicamente molestati dai frequentatori di queste storiche serate accettino di collaborare per avere un “posto al sole”… Mah.. applausi”.

Un delirio insostenibile anche solo a leggersi, accostato al grado di follia omicida che emerge dagli interrogatori iniziati  nel carcere di Regina Coeli a Roma. Il degrado morale del 29enne gay, pr di feste nel giro omosessuale che conta nella capitale, e le sue parole affidate al social hanno dell’incredibile. L’avvocato Michele Andreano, difensore di Foffo, entrando nel carcere romano si è limitato a dire che «come primo atto chiederò l’esame tossicologico per il mio assistito, per valutare il livello di sostanze stupefacenti presenti nel suo corpo e che chiederà una perizia psichiatrica. Basta attenuanti. Si tratta di un’azione violenta e sadica in cui nulla è stato lasciato al caso. Alcol e sostanze eccitanti provocano una spural e perversa una disconnessione dalla realtà che sta seriamente rischiando di far cadere nella rete perversa di questi “figli di papà” tutti i giovani dai 16 anni in su che escono la sera e sciaguratamente entrano in giri percolosi e mortali. A Roma le zone franche sono tante e lo stile di vita nottirno è decisamente fuori controllo.