L’Isis rivendica gli attentati in Belgio. E sul web i jihadisti festeggiano…

E dopo la carneficina immancabile arriva la sua firma: l’Isis rivendica gli attentati in Belgio attraverso l’Amaq News Agency, network vicino allo Stato islamico: a riferirlo è l’agenzia russa Tass. E dai media al web dilaga l’orrore.

L’Isis rivendica gli attentati in Belgio

Mentre l’Europa, ferita nel suo cuore istituzionale, prova a serrare i ranghi. Quando a Bruxelles il sangue scorre ancora per le strade. Nelle stesse ore in cui in Belgio si svolge, annunciata da Claude Moniquet – l’esperto antiterrorismo di I-Télé, intervistato in diretta dalla capitale – una vasta caccia all’uomo riguardante cinque sospetti individuati dalle immagini della videosorveglianza, in Rete si diffonde l’orrore e, se possibile, se ne raddoppia la sua portata con la celebrazione virtuale degli attentati in Belgio appena compiuti. Con un tempismo inquietante quanto irriverente, allora, immediatamente dopo le esplosioni, quando sangue e morte ancora deflagrano sul Belgio riecheggiando in tutta Europa, sui social media diversi accoiunt riconducibili a jihadisti inneggiano cori di giubilo per l’attentato all’aeroporto di Bruxelles e alla stazione della metro di Maelbeek. «Incursione a Bruxelles: è magnifico», ha twittato Karim Abdul Salam sul suo account Ksalam, mentre un altro sul web in contemporanea rilanciava: «I leoni di Bruxelles vi dicono: o lasciate libero Salah o questo è il negoziato dello Stato Islamico».

E sul web i jihadisti “celebrano” l’orrore

E da un social all’altro, i jihadisti non fanno che esultare in Rete per l’ultima straziante ferita inferta al “nemico occidentale”. Allahuakbar, Allahuakbar, Allahuakbar, ripete allora un altro utente seguace del Califfato, che prosegue con: «Elogio di Allah agli uomini dello Stato Islamico, che Iddio li preservi». Parole che feriscono quanto il kalashnikov ritrovato all’aeroporto belga. E tra rivendicazioni e “giubilo”, si prosegue con altra persone che posta: «Incursione Islamica a Bruxelles semina morte e ferisce». Un profluvio di hashtag, quello utilizzato da chi celebra l’orrore scrivendo, tra auspici nefasti e minacce di morte, «Bruxelles brucia», «Bruxelles provincia islamica», «Bruxelles diventerà presto una delle province dello Stato islamico… dovete solo aspettare» e, il più esplicito, firmato col nome Estremista: TNTbomb6: «Le esplosioni di Bruxelles sono solo una piccola parte del caro conto che gli adoratori della croce (i cristiani) dovranno pagare»…