Nel quartiere più rosso di Bologna arrivano le ronde anti-immigrati

È esplosa l’esasperazione dei cittadini e dei commercianti per l’invasione extracomunitaria, l’insicurezza, la criminalità quotidiana. E dalla rabbia sono passati alla sorveglianza “fai-da-te”: questa volta sono gli abitanti della Bolognina, lo storico quartiere rosso della città delle Due Torri, che avrebbe dovuto rappresentare il paradiso dell’accoglienza, a organizzarsi in ronde notturne per difendersi da ladri e spacciatori, per lo più immigrati. «Questo quartiere non è più sicuro», dicono i negozianti, «sembra che li abbiano mandati tutti qui». L’allusione è alle fallimentari sperimentazioni dell’amministrazione da sempre guidata dalla sinistra.

Le ronde notturne alla Bolognina

Stanchi delle parole e delle promesse («sono quattro anni che chiediamo maggiore sicurezza ma non sono stati in grado di darci delle risposte», dicono), sono passati ai fatti organizzando le passeggiate notturne per la sicurezza, come le hanno battezzate, con turni di presenze a pattugliare il territorio dalle 20 a mezzanotte. Per le ore più critiche della notte l’associazione dei commercianti ha addirittura ingaggiato dei vigilantes privati a pagamento perché tutto il rione è a rischio. Sono esasperati dai ricatti continui delle bande di immigrati, costretti a vivere sotto il ricatto dei pusher,: qualcuno arriva a chiedere l’intervento dell’esercito. Per ora le ronde sono una risposta dal basso per dimostrare che i cittadini non si arrendono. «Sono certo che spacciatori e balordi si passino la voce – spera un commerciante – e quando ci vedono facciano in modo di non farsi trovare». «Vuole sapere qual è il vero problema? – racconta ai giornalisti un tabaccaio –  che non ci sono più italiani. Gli stranieri non si integrano, comprano solo nei loro negozi. Vivono una vita a parte. E così dalle 19 alle 24 non si vede un italiano in giro. Comandano loro, gli spacciatori. Non siamo razzisti, ma realisti».