Chi sono i fans italiani di Trump? A destra qualcuno lo ama, altri lo irridono…

Daniela Santanché sta con Donald Trump, ma anche Matteo Salvini e l’immancabile Antonio Razzi tifano per lui. Non lo voterebbero, invece, Renato Brunetta e Paolo Romani, così come Maurizio Gasparri, che ha dubbi, oltre che “tricologici”, anche sul piano dei contenuti. Il centrodestra italiano, secondo una carrellata di pareri raccolti dal Corriere della Sera, ha idee contrastanti sul magnate americano in testa alle primarie dei Repubblicani per la carica di presidente degli Stati Uniti. Tra i big di Forza Italia, Daniela Santanché non si nasconde: «Io tifo per Donald. A proposito, lo sa che siamo amici, no?. L’America e il mondo hanno bisogno di Trump. Questo è il momento dell’identità, dei confini, dell’esclusione, mica dell’inclusione da panico…». Secondo il Corriere, qualche settimana fa, Renato Brunetta avrebbe confidato di preferire Hillary Clinton al candidato repubblicano, mentre per il capogruppo al Senato Paolo Romani “votare per la Clinton sarebbe improbabile, ma uno come Trump non lo voterei mai, per nulla al mondo”.

Trump, i capelli e i dubbi di Gasparri

Dubbi sui capelli, sul look ma anche sulla proposta politica, vengono espressi da Maurizio Gasparri: «Voterei sì per i Repubblicani. Ma quel signore mi crolla sui capelli. Quel riporto lo rende inaffidabile. Trump sembra creato dalla Clinton per far vincere lei. E comunque preferisco occuparmi di politica e non di folklore, grazie». Sulla linea-Santanché, invece, è il leader della Lega Matteo Salvini: «Rigore, politiche di sicurezza e strategie di rilancio economico mi fanno dire Trump». Così come Antonio Razzi. «Mi spiegate come si fa a sostenere Hillary Clinton? Prima il marito o ora la moglie. E che sono diventati, gli Stati Uniti, una monarchia? E poi dicono della Corea del Nord…». Infine un intellettuale di centrodestra, Giuliano Ferrara: «Donald Trump è un noto tamarro, e se gli americani dovessero eleggere quel riporto ambulante presidente o anche solo candidato repubblicano mi strapperei i capelli».