Benvenuti a Milano, dove il Comune fa 10.000 multe al giorno

Quel sottile confine tra imporre il Codice della strada e fare cassa. Milano sembra averlo superato da un pezzo. Già due anni fa con 137 milioni a bilancio si era qualificata capitale italiana delle multe, ma nel 2015 è riuscita a fare persino di meglio per difendere il titolo. Il Comune ha incassato 51 milioni in più. I vigili hanno macinato tré milioni e mezzo di verbali – diecimila al giorno – e la cifra totale ammonta a 188 milioni di euro. Detto in altri termini, ogni minuto il Comune governato dal sindaco Giuliano Pisapia ha incassato 388 euro, si legge su “Il Giornale“.

Ogni minuto il Comune ha incassato 388 euro

Con Area C, la tassa da cinque euro al giorno per entrare in centro che segna più guadagni per le sanzioni che per la vendita dei ticket e una serie di nuovi autovelox piazzati ad arte (il più contestato, sul cavalcavia Monteceneri, stanga chi supera i settanta chilometri all’ora su una strada a quattro corsie all’uscita dalle autostrade) il conto non sorprende più di tanto i milanesi. C’era da aspettarselo. Il sindaco ieri ha difeso la linea: «Credo che utilizzare gli autovelox sia un deterrente, lo ha dimostrato non solo la diminuzione degli incidenti. E voglio ricordare che la stragrande maggioranza delle somme ricavate sono state usate per la sicurezza stradale come solo in parte prevede la legge».

Pisapia difende la sua scelta

E il bilancio dettagliato delle multe 2015 infatti è emerso dalla delibera con cui il Comune giorni fa ha deciso come reinvestire il 50 per cento dei proventi dalle multe, 94 milioni destinati al «potenziamento delle attività della polizia locale». Si parla di manutenzione delle strade, installazione di barriere protettive, ma anche di un aumento dei controlli su guida senza cinture o con il cellulare. Una nuova stangata in arrivo. Il candidato sindaco del centrodestra a Milano, Stefano Parisi, ha già anticipato che se sarà eletto toglierà «tutti quegli autovelox che sono stati posizionati con lo scopo evidente di fare cassa».