Vendola sarà presto papà. Anche lui aspetta l’aiutino dalla legge Cirinnà

Ormai non è più una voce che circola in Transatlantico. Nel bel mezzo del tira e molla sulla legge Cirinnà, che divide il Senato e l’opinione pubblica, arriva la notizia ufficiale: Nichi Vendola sta per diventare papà, arso da un incontenibile desiderio di genitorialità. Con il suo compagno, Ed Testa,  il leader di Sel utilizzerà (o ha già utilizzato) la pratica dell’utero in affitto (scientificamente maternità surrogata) per avere l’agognato bebè. Gli amici più stretti confermano, il lieto evento potrebbe verificarsi perfino nel giro di poche settimane. In questi giorni l’ex governatore pugliese si trova all’estero, negli Usa, forse in California. O, più facilmente, in Canada patria del suo compagno, dove la pratica dell’utero in affitto è perfettamente legale.

Vendola presto papà

Dopo il caso clamoroso del senatore dem, Sergio Lo Giudice (che ha “comprato” il figlioletto partorito a pagamento da una donna), interessato in prima persona alla legge sulle adozioni gay, arriva la notizia (confermata da Luca Telese che fa i complimenti a Vendola) che l’ex governatore della Puglia starebbe per coronare un sogno a lungo atteso.

Legge ad personam?

Scappa il sospetto che la fretta di approvare la legge sulle unioni civili e la stepchild adoption (l’adozione del figliastro), come anticamera alle adozioni omosessuali, la mobilitazione parlamentare così massiccia, mentre il paese ha ben altre priorità, costituiscano un aiutino legislativo a Vendola. Proprio come per Cavaliere, accusato di “ordinare” al Parlamento leggi ad personam, costruite su misura per togliere l’ex premier dai guai giudiziari, anche per Vendola viene scodellata una legge costruita intorno ai suoi bisogni (di paternità).

Il business dell’utero in affitto

«Bene, dopo aver contestato il vizietto di una legislazione ad uso e consumo di pochi – scrive Maurizio Belpietro che dedica l’editoriale al caso Vendola – un volta arrivati nella stanza dei bottoni i compagni fanno lo stesso se non peggio…». La Cirinnà, insomma, ha tutta l’aria di essere una legge costruita su misura degli omosessuali, una legge che, tra l’altro, privilegia le coppie gay con grande disponibilità economiche in grado di sostenere le spese per una pratica, l’utero in affitto, molto costosa e che alimenta un business milionario sulla pelle di donne ridotte a incubatrici.