Romeni evasi, fine della fuga: uno si consegna, l’altro preso dai carabinieri

Erano braccati: e alla fine hanno ceduto. È finita la fuga dei due detenuti romeni evasi dal carcere di Rebibbia nei giorni scorsi: uno di loro Catalin Ciobanu, si è consegnato nella serata di mercoledì ai carabinieri ormai sulle sue tracce. Era stanco e spaventato al punto che gli agenti di Tivoli lo hanno dovuto rifocillare con acqua e cibo. Il suo compagno d’evasione, invece, Mihai Florin Diaconescu, il ventottenne che ha fatto perdere le proprie tracce più a lungo dopo la clamorosa e rocambolesca evasione dal penitenziario capitolino, è stato fermato nella notte dai militari dell’Arma che lo hanno bloccato a bordo di un furgone nella zona di Tivoli Terme.

Detenuti romeni evasi: fine della fuga

Secondo quanto trapelato in queste ultime concitate ore, Ciobanu, il primo dei due romeni evasi a tornare in cella, avrebbe deciso di costituirsi perché ormai si sentiva il fiato sul collo delle forze dell’ordine. Non è escluso che in questo breve periodo di fuga il detenuto evaso possa essersi nascosto in un campo nomadi nella zona di Tivoli dove, da giorni, carabinieri e nuclei della polizia penitenziaria stanno effettuando controlli a tappeto. Ciobanu proprio martedì scorso sarebbe dovuto comparire come imputato in un processo per sequestro di persona e morte come conseguenza di altro reato in relazione al decesso di un commerciante egiziano prelevato da casa e stroncato da un infarto. Meno arrendevole, ma comunque costretto a cedere, il secondo dei due detenuti evasi dal penitenziario di Rebibbia, che fino all’aultimo ha provato a non arrendersi alle forze dell’ordine. L’uomo è stato bloccato nella notte tra mercoledì e giovedì dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, durante un posto di blocco in provincia della Capitale,L’uomo appena catturato è stato fermato a bordo di un furgone nella zona di Tivoli Terme e anche in quel caso, quando le speranze di riuscire a farla franca erano davvero inesistenti, ha tentato una breve fuga a piedi. Ma anche quel tentativo è durato lo spazio di pochi attimi.

L’indagine sulla dinamica dell’evasione

Si chiude con successo, dunque, l’ultimo caso di evasione di due detenuti nel carcere romano di Rebibbia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti i due sarebbero scappati dopo essere riusciti a tagliare le sbarre di un magazzino, scavalcando l’alto muro di cinta di Rebibbia e dandosi quindi alla fuga nella zona di via Tiburtina. Una fuga rocambolesca che ha inscenato con successo tutti i classici escamotage di un tentativo d’evasione: dal taglio delle sbarre al salto del muro perimetrale. Ma sull’accaduto la Procura di Roma ha avviato un’indagine per verificare se ci siano state negligenze e smagliature nei sistemi di controllo del penitenziario capitolino: punti deboli in cui i due detenuti romeni evasi sono riusciti a infilarsi e a fuggire.