«Rivogliamo il nostro prof licenziato». E gli studenti scrivono a Mattarella

«Noi vogliamo riavere subito il nostro prof, riappropriarci delle sue ore di lezione, vere e proprie lezioni di vita». Lo scrivono, allegando le firme dei 514 iscritti della scuola, gli studenti del Liceo linguistico di Bergamo intitolato a Giovanni Falcone, dove insegnava fino ad un mese fa il docente di filosofia, Stefano Rho, licenziato dopo che la Corte dei Conti ha accertato che non aveva dichiarato in un’autocertificazione di aver subito una condanna del giudice di pace a 200 euro 11 anni fa per aver fatto pipì in un cespuglio. “Egr. Signor Presidente della Repubblica, Le “rubiamo” 5 minuti del suo mandato – scrivono gli studenti che chiedono un incontro con Mattarella – Lei è il Presidente di tutti, un punto di riferimento anche nostro, studenti dell’Istituto linguistico intitolato ad un uomo di Stato, di Legalità, della Giustizia: mai intitolazione ad una Scuola è stata più appropriata di questa, come se qualcuno avesse voluto far incrociare la storia di un eroe con noi e legarla a quella del nostro insegnante di Filosofia prof. Stefano Rho, del quale certamente conoscerà l’incredibile vicenda”.

Condannato per una pipì nel cespuglio, ma gli altri?

I ragazzi sono tutti con il prof, come nell’Attimo fuggente, con Robin Williams (nella foto). E proseguono così: «Siamo feriti quanto lui, persona stupenda che da subito ha travalicato il ruolo di insegnante per porsi a noi come maestro di vita. Spesso, noi giovani, siamo al centro dei suoi discorsi pubblici ma troppo spesso ci confrontiamo con una realtà ben diversa da quella che Lei auspica per noi. Ci ha spronato ad essere protagonisti del nostro futuro con un presente d’impegno, studio e responsabilità, ci ha invitato ad essere partecipi di questa società per condividerne i valori e gli insegnamenti migliori. Certo, noi ci siamo. Non ci tiriamo indietro ma vogliamo contare». «Anche se gli adulti spesso ci confezionano esempi che vanno nel segno opposto. E non ci riferiamo solo ai fatti negativi di cronaca quotidiana ma anche ai disvalori che certo mondo politico manda, quello che legifera e norma la vita di tutti, politici pronti ad indignarsi di fatti creati dai loro stessi errori e che non sono poi in grado di gestire né di risolverli», scrivono ancora gli studenti che concludono con la richiesta di un incontro e l’appello “Non ci deluda”.