Milano, la solita folla di cinesi alle primarie Pd. Finirà male come a Napoli?

Quando c’è da fare le primarie del Pd, tutto fa brodo, anzi voto. E la comunità cinese, in genere, è sempre in prima fila per partecipare alla grande manifestazione democratica aperta alla base, anche se a volte, come accadde qualche anno fa a Napoli, si corre il rischio di incasinare così tanto la competizione da farla annullare e aprire la strada ad inchieste della magistratura, anche grazie alle infiltrazioni della camorra.  A Milano i cinesi si sono organizzati per votare alle primarie per scegliere il candidato del centrosinistra con gazebo e materiale informativo da distribuire ai cittadini. Nella zona di via Sarpi, la Chinatown di Milano, è stato montato un gazebo, con scritte in cinese e in italiano per spiegare le modalità di voto, dove si trovano i seggi e quali sono i candidati. Al banchetto erano presenti volontari cinesi e italiani. «Ci siamo organizzati per invogliare anche i cittadini cinesi residenti a Milano ad andare a votare – ha spiegato uno degli organizzatori dell’iniziativa, un commerciante della zona di via Sarpi -. Per noi queste elezioni sono storiche perché, per la prima volta, possono votare anche gli stranieri residenti in città». In questi giorni ci sono state delle polemiche per il presunto sostegno della comunità cinese a Giuseppe Sala. Alcuni cittadini che sono passati dal gazebo della zona Sarpi, hanno spiegato che non erano illustrati i profili di tutti e quattro i candidati, ma solo di Giuseppe Sala e Pierfrancesco Majorino, nulla sugli altri due candidati Francesca Balzani e Antonio Iannetta. Nel pomeriggio la situazione è cambiata con la presenza al gazebo di volantini ufficiali delle primarie, con il profilo di tutti e quattro i candidati. «La comunità cinese non appoggia Sala – ha spiegato uno degli organizzatori – ci potrebbe essere un passaparola tra cittadini cinesi sul votare Giuseppe Sala, perché è molto più conosciuto grazie all’evento di Expo. Ma non vogliamo favorire nessuno, tanto meno con questo gazebo dove vogliamo dare solo informazioni». Ma intanto, come denuncia il sito del Corriere della Sera, sono stati denunciati casi di cinesi che hanno provato a votare più di una volta. E siamo solo al primo giorno…

Cinesi, le primarie annullate a Napoli

Cinesi in fila, spaesati, senza permesso di soggiorno e senza avere idea di cosa stessero votanti, infiltrati tra i votanti alle primarie, fecero scattare il caos delle Primarie del Pd a Napoli, quelle che furono annullate e che finirono per favorire la vittoria del sindaco Luigi De Magistris. Il Pd partenopeo fu costretto ad annullare lo scontro tra Umberto Ranieri e Andrea Cozzolino, che scatenò una raffica di accuse di brogli e sospetti. A Napoli, l’entusiasmo delle prime ore per i 44mila votanti, si trasformò in quel gennaio del 2011 in un boomerang. Con Walter Veltroni parlò di «inquinante guerra tra bande». E non solo per i cinesi.