L’abbraccio tra il Papa e il Patriarca, un evento atteso da mille anni

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Papa Francesco ha incontrato e abbracciato, a L’Avana,  il Patriarca ortodosso di Mosca Kirill. La capitale cubana è la prima tappa del  viaggio del Papa  in America centrale, con destinazione Messico. L’abbraccio tra il Pontefice e il Patriarca è un fatto dallo straordinario impatto storico, simbolico e, naturalmente, religioso. E’ un evento atteso da mille anni, per la precisione dal 1054, quando si consumò lo scisma tra Oriente e Occidente. Non è quindi un avvenimento come gli altri. E’ un evento unico nella storia.  E’ un prodigio delle religiosità, la religiosità che resiste a un’epoca  nichilista, feroce e disperata. E’ un atto che avviene mentre il cristinesimo vive una nuova stagione di persecuzioni in molte regioni del mondo, devastate dal fanatismo integralista e criminale. E’ un passo verso la riunificazione delle Chiese cristiane. E’ un incontro che può cambiare la storia del mondo.

Il Papa: “Finalmente”. Il Patriarca: “Ora tutto è più facile”

“Finalmente”, ha detto il Papa. E Kirill: “Adesso le cose sono più facili”. Le due Santità si sono abbracciate  sullo sfondo di un grande Crocifisso ligneo. Ci sia, in proposito, consentita una becera notazione,  poco in tono, forse,  con la portata dell’avvenimento: quel simbolo religioso, così pregnante nel suo significato di pace, manderà in tilt tanti burocrati, dogmatici laicisti e pallidi illuministi, che sperano di rimuoverlo dagli edifici pubblici dell’Italia e dell’Europa.

Il ruolo di Raul Castro e Vladimir Putin

Molta strada c’è naturalmente da percorrere ancora per la riunificazione dei cristiani. Però l’atto compiuto dal Papa e dal Patriarca ha il senso di un disgelo millenario. E poi non deve sfuggire un significato storico più prossimo nel tempo. L’incontro è avvenuto grazie ai buoni auspici del presidente cubano Raul Castro e all’appoggio del presidente russo Vladimir Putin. Parliamo dei leader di due potenze che, negli anni più duri della Guerra Fredda, rappresentarono il vertice dell’attacco contro l’Occidente. Poco più di trent’anni fa, Ronald Reagan definì la Russia l'”impero del male”. Oggi invece Cuba e Russia rendono possibile un evento dal millenario significato religioso. Per alcuni dipenderà dall’hegeliana astuzia della Ragione. Per altri  sarà il dono della Divina Provvidenza.