In Italia ci sono troppi dipendenti pubblici. Ma nessun Ente li vuole

Vittorio Armani, amministratore delegato dell’Anas, è arrivato al punto di minacciare le dimissioni. Ma soprattutto a congelare un piano di assunzioni di mille persone già annunciato. Un modo di protestare contro l’inclusione della società delle strade tra quelle alle quali si applica il decreto del governo che riforma le partecipate pubbliche e che impone a tutte le controllate dello Stato e degli Enti locali di assorbire gli esuberi delle società che verranno chiuse prima di poter liberamente assumere sul mercato nuovo personale, si legge su “Il Messaggero”.

Troppi dipendenti pubblici: scoppia la guerra degli esuberi di Stato

Considerando che nei piani del governo ad essere dismesse dovrebbero essere tra le due e le tremila società, il rischio per gruppi come Anas, sarebbe quello di dover pescare per diversi anni tra gli esuberi delle municipalizzate. Un meccanismo identico a quello già utilizzato per le Province, che ha obbligato le amministrazioni dello Stato a comunicare al ministero della Funzione pubblica il numero di posizioni libere da “offrire” agli ex dipendenti degli enti disciolti. Anche in questo caso più di qualcuno ha storto il naso.

Sono in arrivo altre migliaia di eccedenze delle partecipate

A cominciare dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. Ascoltato qualche giorno fa in Parlamento, ha sottolineato come l’Istituto di previdenza stia perdendo dipendenti al ritmo di cento al mese a causa del blocco del turn over, con il rischio di rallentare i delicati procedimenti che riguardano le pensioni. Ma il problema, ha sottolineato il presidente dell’Inps, è anche un altro. Che cioè l’Istituto non può scegliersi «le professionalità che vuole», ma deve prima assorbire quelle provenienti da altre amministrazioni, ossia dalla Province. La preoccupazione sta montando. Ma dai sindacati è già partito un allarme sul numero del personale in esubero, che potrebbe arrivare, secondo i calcoli di Fp Cgil, fino a 100 mila unità.