Bullismo “islamico” su ragazzini italiani: l’ultimo caso a Modena

Un gruppetto di ragazzini va in un pub, a tarda sera, uno storico locale di Modena molto affollato. Hanno scelto la zona fumatori ed è lì che dopo un po’ vengono avvicinati da due coetanei magrebini. Basta poco per scatenare la loro furia, nel nome di Allah: «Ci hanno attaccato bottone chiedendoci una sigaretta – racconta un protagonista – Pensavamo di liquidarli in fretta ed invece si sono fatti sempre più insistenti. Hanno iniziato con le minacce, alzando la voce, millantando la loro superiorità per concludere con strattoni e spinte. Tutto per una sigaretta, capite?», racconta il ragazzino italiano alla Gazzetta di Modena. Dalla violenza, agli slogan islamici, invocazioni di Allah, versetti del Corano, teorie sulla superiorità degli africani. Bulli, prepotenti e islamici, questa è la novità. Come a Colonia?

Bullismo islamico, la denuncia di Forza Italia

“Basta derubricare fenomeni gravi come quello avvenuto in semplici ragazzate”. E’ questa la presa di posizione del consigliere regionale di Forza Italia Enrico Aimi a seguito del nuovo episodio che viene definito di “bullismo a fondo islamico”, denunciato sulla stampa locale di Modena. “La verità, dobbiamo dircela – aggiunge Aimi -, è che sono tanti, troppi, gli stranieri che non hanno alcuna voglia di integrarsi, in special modo quelli provenienti dall’area del Magreb. Buon senso vorrebbe che, se non gli piacciono né l’Italia né gli italiani, se ne ritornino da dove sono venuti. Noi, invece, non solo per un minimo di amor patrio – che dovremmo conservare per evitare di diventare culturalmente apolidi – dovremmo comunque strappar loro il biglietto di ritorno. Se il racconto dei giovani italiani incappati nello spiacevole episodio – precisa Enrico Aimi – dovesse essere confermato cosi’ come narrato dalla stampa, dovrebbe essere la Procura ad aprire d’ufficio un fascicolo per violazione della legge Mancino. Molestare e minacciare il prossimo sulla presunta superiorità dei marocchini rispetto agli italiani e quella della religione di Allah sulla nostra o su qualunque altra, costituisce un reato”.