Da Chaouki a Librandi: ecco chi sono i politici più “bersagliati” sul web

Non solo Chaouki. Renzi è il più bersagliato dal popolo del web e questo è scontato, perché essendo premier è il “colpevole” dello stato in cui si trovano gli italiani. Vignette, battute dure, sfottò travolgono ogni giorno il “Matteo che ride sempre”, l’uomo della “Ruota della fortuna”, il Pinocchio della politica italiana. Altrettanto scontati sono gli attacchi ad Alfano (ritenuto il massimo responsabile dell’invasione dei migranti) e a Verdini, dopo lo strappo e l’appoggio al governo Renzi. Ma ad incalzarli, nella speciale classifica dei più “odiati” su Internet, ci sono almeno quattro personaggi che raccolgono sempre record di commenti negativi.

Le performance “indigeste” di Librandi

Uno di questi è Gianfranco Librandi (Scelta civica), che è arrivato persino a minimizzare gli errori del Capodanno televisivo, beccandosi le proteste di chi ha Facebook come pane quotidiano. «Mi sembra abbastanza chiaro», ha infatti detto, «che si è trattato di una svista e per questo credo che il perdono sia il sentimento più auspicabile». Il tutto pur di salvare i vertici Rai, Ma non solo. In passato si è avventurato a dividere gli elettori in buoni e cattivi. Quelli buoni sono i fedelissimi montiani, nonostante si contino sulle dita di una mano, e soprattutto quelli che danno la loro fiducia a Renzi. Gli elettori che seguono Salvini, la Meloni e Berlusconi. Invece, sono di serie b. Anzi, «nullafacenti». Precedentemente si era scagliato contro l’ormai famosissimo pensionato che aveva sparato al ladro penetrato nella sua casa: «Prima di sparare». Sentenziò Librandi, «avrebbe dovuto dire “altolà, chi va là” e sparare in aria».

Le “sparate” della Castaldini

Non meno bersagliata è Valentina Castaldini, la fedelissima di Alfano che cerca di soffiare il trono del “peggiore” a Chaouki: «Le priorità di Mattarella sono le nostre, gli italiani si rivedono in quelle prioritàۚ» e quindi gli italiani si rivedono nel Ncd e nel governo Renzi. Parole che sono costate alla Castaldini un mare di sfottò. Ancora più ridicola l’accusa a Giorgia Meloni: «La Meloni – ha detto l’esponente Ncd più renziana di Renzi e più alfaniana di Alfano – forse non ha ben chiaro a cosa servono i libri. Si leggono. Forse è il caso che cominci a farlo anche lei. Le farò recapitare una copia di quella del ministro Alfano che la aiuterà a capire meglio quello che finora è successo e cosa sta succedendo». Per essere colti bisogna leggere i libri scritti da…Alfano. Bontà sua. E poi ancora: «Ncd è in forma smagliante mentre Berlusconi è alla fine», l’altra “sparata” della Castaldini.

Chaouki, il parlamentare che difende l’indifendibile

Il popolo del web da tempo ha mandato all’inferno Khalid Chaouki, il parlamentare del Pd che non fa nulla per non essere “colpito” dall’ironia e dalle critiche: « I 5 milioni di stranieri presenti in Italia sono e saranno sempre di più nostri alleati per la costruzione del futuro del Paese». Lo sgombero dei migranti accampati a Roma non piacque a Chaouki: «È inaccettabile – disse – delegare alla polizia la gestione dell’emergenza profughi in corso a Roma nei pressi della stazione Tiburtina». Il popolo del web ha invece esultato quando ha saputo che Chaouki compare in un dossier del ministero della Difesa sul radicalismo islamico. Inserito anche lui, insieme con gli imam accusati di sostenere il jihadismo, tra i «leader e figure sociali radicali».

Le dichiarazioni di Laura Boldrini

Infine Laura Boldrini, sommersa dalle proteste. Ecco alcune delle sue frasi che hanno fatto imbestialire il popolo del web: «Subito le nozze gay e l’eutanasia», ha “ordinato” ai deputati di centrosinistra. Ha contestato i giornali e le tv per i troppi servizi sui migranti, l’obiettivo è creare una sorta di silenziatore sui loro reati. La Boldrini poi ha accusato Marine Le Pen che, a suo giudizio, «disgrega la Ue». Le ciliegine sulla torta: «Sono i migranti a farci capire i nostri valori». E ancora: «I migranti sono pochissimi», per non parlare di come ha apostrofato i residenti che protestavano contro i centri di accoglienza profughi.