Bloccati in Congo cento bambini adottati da italiani. Ma la Boschi è sparita…

Ricordate le treccine bionde di Maria Elena Boschi strette nelle manine dei bambini congolesi sull’aereo che li trasportava alle famiglie adottive italiane? Eravamo agli albori del governo Renzi, nel marzo 2014, quando il ministro delle Riforme, per motivi già allora alquanto misteriosi, fu spedita in terra africana per riportare a casa quei bambini, finalmente liberati dalla burocrazia locale grazie all’impegno politico e diplomatico iniziato molti mesi prima. Fu una giornata indiomenticabile per la Boschi, fotografata in versione mammina già sul volo di Stato ed accolta a Ciampino in un clima fiabesco. Non aveva titoli e deleghe per occuparsi di quella vicenda, ma Renzi la trovò adattissima per quel ruolo di angelo liberatore e la spedì a Kinshasha, con una formidabile operazione mediatica. Della quale, però, oggi, si sono perse le tracce. E anche le trecce.

I bambini che non arrivano dal Congo

Qualche giorno fa altri dieci bambini congolesi erano atterrati a Fiumicino, via Bruxelles. Ma stavolta nel buio dei media. E la Boschi non c’era. Come mai? Forse perché ci sono centinaia di famiglie italiane, in attesa dei bambini da adottare, che da mesi, forse anni, sono stati illusi dalle promesse dei vari governi, Renzi e Boschi compresi. Ma le pratiche, in Congo, sulle adozioni internazionali, sono difficili, difficilissime. Ed ecco che allora tanti potenziali genitori sono pronti a protestare con la Commissione adozioni internazionali (Cai), l’organismo in seno alla stessa Presidenza del Consiglio, al punto da minacciare azioni clamorose (mercoledì è prevista una protesta a Roma) per riaccendere i fari sulla questione. Su cui, oggi, ha fatto il punto un parlamentare, Cosimo Latronico, deputato dei Conservatori e Riformisti, con un appello al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

I rischi delle nuove procedure congolesi

“Numerose famiglie italiane (108 famiglie, 136 bambini) da 844 giorni attendono di abbracciare i loro bambini che provengono dalla Repubblica democratica del Congo. Hanno già ottenuto una sentenza definitiva di adozione , ma questo non è bastato per portare i bambini in Italia e il rischio è che ora la posizione di questi bambini possa essere rivista alla luce di nuova disciplina sulle adozioni annunciata dalle autorità della Repubblica del Congo”, denuncia Latronico, secondo cui “la nuova disciplina sulle adozioni che le autorità della Rdc intenderebbero adottare potrebbe travolgere le attese delle famiglie italiane che pure hanno un decreto di adozione e aspettano da anni con ansia i bambini oggi ricoverati in istituti di assistenza. Questa storia di affetto e di sofferenza merita – scrive il parlamentare – un lieto fine per impedire altre complicazioni. Per questo mi permetto di chiedere la sua iniziativa per dirimere la questione con un’autorevole azione diplomatica presso le autorità della Rdc al fine di ottenere le ultime autorizzazioni e portare i bambini in Italia”. E la Boschi? Dov’è finita?