Vladimir Putin e Donald Trump: prove di dialogo per il dopo Obama

Vladimir Putin e Donald Trump. Del tutto diversi epperò mai così vicini. Questioni di tattica e di strategia politica. Comunque sia un segnale. La Russia di Putin si sente nuovamente protagonista. E vede in Donald Trump, dopo anni di gelo con l’amministrazione Obama, un interlocutore possibile. Per parte sua il multimiliardario statunitense che corre per i repubblicani non ha perso l’occasione. Così ha subito definito “Un grande onore” le simpatie manifestate nei suoi confronti dal presidente russo. Vladimir Putin, non senza malizia, lo ha infatti definito “il leader assoluto della campagna presidenziale” americana. “E’ sempre un grande onore ricevere complimenti da un uomo così rispettato, nel suo Paese e oltre”, ha detto il candidato alla nomination repubblicana durante un comizio a Columbus, nell’Ohio. E ha rincarato la dose, dimostrando immediatamente che cosa intenda quando parla di un cambio di marcia rispetto alla politica anti Russia e anti Putin praticata da Barack Obama. “Ho sempre pensato che la Russia e gli Usa dovrebbe essere in grado di lavorare bene insieme per sconfiggere il terrorismo e portare la pace nel mondo, per non parlare del commercio e di tutti gli altri benefici derivanti dal rispetto reciproco”: eccolo il Trump pensiero. Chiaro, semplice, comprensibile. Basta con le diffidenze. Avanti tutta verso una collaborazione a tutto campo tra Usa e Russia per battere il terrorismo e assicurare al pianeta un lungo periodo di stabilità e di sviluppo. In pratica quel che teorizza il leader russo, il quale da tempo preme sulla necessità di una collaborazione attiva con la futura nuova amministrazione Usa. E spiazza così quanti a Washington pensano di rimettere in piedi qualcosa di simile alla Guerra Fredda che fu. Il fatto certo è che chiunque sarà il successore di Obama alla Casa Bianca non potrà non tener conto della rinnovata influenza della Russia di Putin nello scacchiere internazionale.