“La ricreazione è finita”, il legame tra scuola, università e mondo del lavoro

Grazie all’ospitalità della Camera di Commercio di Napoli, concessa dal commissario Maria Salerno che ha aperto i lavori, Confassociazioni International ha promosso un focus di alto interesse su un tema attuale, quanto importante: l’intersezione tra il mondo della scuola, e dell’università, con il pianeta lavoro-occupazione. L’occasione è stata la presenza a Napoli di Roger Abravanel, editorialista del Corriere della Sera, già direttore della McKinsey & co, e attualmente consigliere di Bnl ed altre realtà importanti, che ha presentato il suo ultimo libro  La ricreazione è finita. Scegliere la scuola, trovare il lavoro (Rizzoli). A completare il panel, l’imprenditore Paolo Scudieri, presidente di Adler group, Paolino Marotta, presidente nazionale di Andis- Associazione nazionale dirigenti scolastici, Emilio Di Marzio, portavoce del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

L’autore sostiene fortemente le sue tesi: le scuole e le università in Italia devono lavorare per migliorare, soprattutto nell’ ottica di inserire i ragazzi in percorsi formativi interni alle aziende, già durante il corso degli studi. Meccanismo sufficientemente attivo in altri paesi, come gli States, o l’Inghilterra, ma ancora in forte ritardo dalle nostre parti. Troppo spesso docenti, alunni, ed anche i genitori (che secondo le tesi discusse oggi hanno ampie responsabilità in questi ritardi), si innamorano degli indottrinamenti, e dei voti, a danno di un percorso snello e rapido, che li porti ad una occupazione premiante. Non di rado si approfondiscono tesi classiche, a danno della conoscenza del mondo che evolve. Quando poi si entra in azienda( nel caso già positivo che si riesca a trovare un’ occupazione), ci si ritrova un po’ alieni rispetto all’ ambiente circostante, ed ai meccanismi che animano tale ambiente. Come pure la scelta dell’ università, che molto spesso viene fatta dai ragazzi, magari consigliati in tal senso, sulla base di contiguità geografiche, piuttosto che valutando la qualità dell’ ateneo. L’ autore, già consigliere della Luxottica, ha detto che in tale azienda, quando il ragazzo risulta ventiduenne ancora a casa dei genitori, non viene candidato al colloquio. Insomma, si valuta la capacità di iniziare a correre con le proprie gambe, in senso ampio( non solo limitatamente alla capacità di apprendere). Paolo Scudieri si è dichiarato sostanzialmente concorde su queste tesi, sostenendo che nei suoi stabilimenti in Germania riesce ad organizzare stage in azienda molto più agevolmente che non in Italia. Scudieri ha invitato i ragazzi a non fuggire di fronte alle sfide, perché son proprio queste, le sfide difficili, a sviluppare gli anticorpi necessari a saltare gli ostacoli. Paolino Marotta ha polemizzato con la direttrice regionale del Miur, Luisa Franzese che, pur invitata, non ha aderito al convegno. L’ assenza è apparsa singolare, soprattutto alla luce del fatto che in analoga presentazione alla Luiss di Roma, in settembre, era intervenuta il Ministro Stefania Giannini. Infine Emilio Di Marzio non ha voluto far mancare il messaggio del presidente De Luca, che ha parafrasato il titolo del volume, La ricreazione è finita, ponendolo a simbolo anche dell’ente da lui presieduto. Di Marzio ha infatti parlato di ricreazione terminata in regione. Presenti centinaia di ragazzi, apparsi attenti e stimolati dalle tesi di Abravanel, provenienti da vari istituti di tutta la Campania: Avellino, Marigliano, Napoli, Salerno, Caserta. Alcuni di loro sono intervenuti dopo le relazioni, invitati dal moderatore. E non si è riusciti a dar voce a tutti quelli che ne avevano fatto richiesta. Significativa la presenza dell’ Itis Ferraris di Scampia, citato nel libro come realtà positiva, in un panorama generale che a Napoli, e in tutto il Sud, non mostra una media qualitativamente elevata. Almeno secondo le tesi esposte nel libro.