I paesi del Csto al fianco di Mosca contro la Turchia e contro l’Isis

È necessaria un’ampia coalizione per combattere l’Isis e altre organizzazioni terroristiche: lo ha dichiarato il presidente armeno Serzh Sargsian, a Mosca, dopo un vertice dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto): un’alleanza militare tra repubbliche ex sovietiche guidata dalla Russia, paragonabile ad una ‘Nato dell’Est’. L’Armenia detiene la presidenza di turno della Csto. La Csto – di cui fanno parte Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan – ha sottolineato che la lotta all’Isis è una priorità e che aumenta la minaccia alla sicurezza dei paesi dell’Asia centrale. I paesi della Csto, inoltre, sostengono la Russia nella vicenda dell’aereo russo abbattuto dagli F-16 turchi al confine tra Siria e Turchia. E proprio dei rapporti tra Mosca e Ankara si è occupato il vertice dell’Organizzazione che già lo scorso settembre aveva messo in guardia sui rischi di un potenziamento degli armamenti dei paesi Nato nell’Europa dell’Est, voluto dagli Stati Uniti al fine di accerchiare la Russia di Putin. Che sia partita, in quell’area, una corsa agli armamenti è dimostrato anche dall’annuncio di Mosca che, la scorsa estate, si è detta pronta a installare basi aeree sui territori dei paesi Csto. La Russia ha attualmente basi aeree in Kirghizstan e Armenia, e ha in programma di realizzare una base per i propri jet da combattimento in Bielorussia nel 2016.

L’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto) è un’alleanza difensiva creata il 15 maggio 1992 da sei nazioni appartenenti alla Comunità degli Stati Indipendenti. Pur se fondata da Stati dell’ex Unione delle Repubbliche Socialistiche Sovietiche è aperta alla adesione di altri Stati. Gode inoltre dello status di osservatore all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Gli Stati membri si impegnano ad intervenire militarmente in caso di aggressione contro un proprio membro firmatario, in quanto sarebbe percepito come un’aggressione contro tutti.