Estorsione e lesioni: rinviata a giudizio l’ex moglie del calciatore De Rossi

È stata rinviata a giudizio Tamara Pisnoli, ex moglie del calciatore della Roma Daniele De Rossi, coinvolta assieme ad altri nel sequestro di un imprenditore nel luglio del 2013. La donna è accusata di estorsione, lesioni personali aggravate e rapina nell’ambito dell’inchiesta sul pestaggio a scopo di estorsione dell’imprenditore Antonello Ieffi. Il processo è stato fissato per il 14 aprile.

Il pestaggio dell’imprenditore in casa della ex di De Rossi

La decisione è stata presa dal gup di Roma, Costantino De Robbio, che per la stessa vicenda ha rinviato a giudizio anche Francesco Camilletti e Francesco Milano. In particolare, la Pisnoli, il cui padre fu ucciso nel 2008, è accusata di essere tra i mandanti del sequestro e del pestaggio di Ieffi, avvenuto proprio nel suo appartamento. I fatti risalgono al luglio del 2013 e le vessazioni, accompagnate anche da minacce di morte, avrebbero avuto lo scopo di costringere l’imprenditore a pagare 200mila euro per un prestito usurario e a restituire alla donna una somma versata come investimento.

I motivi dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alla base delle violenze vi sarebbe stata la pretesa della Pisnoli di riavere indietro 80mila euro che aveva versato all’imprenditore per una licenza per la produzione di energia con impianti fotovoltaici. Un progetto rispetto al quale la donna aveva poi avuto un ripensamento, accompagnato dalla richiesta di essere rimborsata con interessi ingenti. Gli altri mandanti sarebbero, secondo l’accusa, due fratelli di 30 e 37 anni, entrambi con precedenti, che avevano prestato centomila euro all’imprenditore, applicando interessi usurai.

I condannati nello stesso procedimento

Nello stesso procedimento, con giudizio abbreviato sono stati condannati anche Manuel Severa (7 anni e 2 mesi), Simone Di Matteo (6 anni e 6 mesi), Fabio Gioacchini (5 anni e 8 mesi), Fabio Pacassoni (5 anni e 8 mesi). Pene minori, infine, sono state patteggiate da Andrea e Sergio Gioacchini, che hanno avuto rispettivamente 8 (in continuazione con altre condanne per un totale di 4 anni e 10 mesi) e 11 mesi (in continuazione con altre condanne per un totale di 2 anni e 10 mesi).