La battuta feroce contro Hillary fa volare Trump nei sondaggi

Donald Trump è sempre più avanti nei sondaggi tra i candidati repubblicani alle presidenziali Usa 2016. Il magnate del real estate ha il 39,3% delle preferenze, spiazzando gli altri rivali repubblicani che lo seguono a distanza. È quanto emerge da un sondaggio fatto da Reuters, secondo il quale Ted Cruz ha il 12,8% delle preferenze, l’unico con la doppia cifra. Ben Carson è terzo con il 9,6%. Colpisce il fatto che l’ultima dichiarazione incendiaria di Trump prima di Natale, anziché fargli perdere consensi gliene ha fatto guadagnare tra il suo elettorato. Durante un comizio in Michigan, il candidato repubblicano ha ricordato la sconfitta di Hillary Clinton nelle primarie democratiche del 2008: «Era la favorita per la vittoria, ma alla fine è stata fottuta da Barack Obama», ha detto Trump, usando il termine “schlonged”, che per i democratci è apparso sia maschilista verso la Clinton che razzista verso Obama (schlong è uno slang che indica un pene di grandi dimensioni). Trump però ha respinto le accuse scrivendo su Twitter: «”Schlonged” non è un termine volgare. Quando l’ho usato volevo dire ‘brutta sconfitta’”», citando poi un esempio del 2011, quanto la parola fu usata da un radiocronista per descrivere la sconfitta clamorosa di Walter Mondale alla campagna presidenziale del 1984.

 

A novembre sarà sfida tra Hillary e Trump?

Nel campo democratico, Hillary Clinton intende giocare la sua ”arma segreta”, Bill Clinton. L’ex presidente ha finora mantenuto un basso profilo, offrendo consigli dietro le quinte e aiutando la raccolta fondi ma in eventi a porte chiuse. Bill Clinton ora scende però in campo e nei prossimi giorni sono previsti incontri pubblici in Iowa e New Hampshire, due stati chiave in cui Hillary e Bernie Sanders sono vicini nei sondaggi. L’entrata di Bill Clinton in campagna elettorale lascia intravedere una retorica ancora più accesa, con Donald Trump “ad attenderlo”. Nel 2008 Bill Clinton difese la moglie dalle critiche, suggerendo anche che la vittoria di Barack Obama in South Carolina non era molto importante per l’elevato numero di elettori afro americani. Un implicito commento razzista, ma a farlo fu l’ex presidente Usa, perdipiù democratico, e i commentatori furono in quel caso, molto più indulgenti.