Banche: il governo indicherà gli arbitri per i risarcimenti. Fondo da 100 milioni

Toccherà al governo nominare gli arbitri che decideranno sul diritto al risarcimento per chi aveva investito in obbligazioni subordinate di Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti. Dunque a differenza di quanto ipotizzato nella fase preparatoria dell’emendamento alla legge di Stabilità, questo ruolo non toccherà direttamente alla Consob, anche se il testo depositato ieri alla Camera su questo aspetto come su altri lascia molti margini per la definizione dei dettagli: ad esempio si parla della possibilità che le procedure arbitrali si avvalgano di «organismi o camere arbitrali già esistenti», si legge su “Il Messaggero”.

Il Governo interviene sulle banche: ancora incertezza sui criteri per i risarcimenti

In questo quadro è abbastanza ragionevole pensare che si terrà conto delle esigenze degli interessati, residenti diverse zone del Paese, e quindi che ci possano essere più collegi arbitrali in ambito locale. La dotazione del Fondo di solidarietà potrà arrivare fino a 100 milioni, soldi che proverranno dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. Ovvero quello strumento che il governo non ha potuto utilizzare per la ricapitalizzazione dei quattro istituti, per la contrarietà della commissione europea, e che invece di ri tiene sia possibile usare per i risarcimenti dei risparmiatori che risultino danneggiati dalle modalità con cui sono stati indotti ad acquistare i titoli.

Sono ancora tutti da definire i criteri con cui sarà regolato l’accesso al Fondo

È però previsto che i rimborsi siano riconosciuti solo in caso di violazione delle norme di correttezza e trasparenza durante la sottoscrizione. Anche su questo punto servirà un successivo provvedimento e più precisamente un decreto del ministro dell’Economia, mentre nel caso delle modalità di nomina degli arbitri si tratterà di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Per l’emanazione di questi due provvedimenti al momento non risultano stabiliti tempi particolari, anche se l’orientamento è di procedere nell’arco di 30-60 giorni. Dunque in un momento successivo potrebbero essere fissati eventuali criteri reddituali (da misurare eventualmente attraverso l’Isee): per ora resta fissato il perimetro teorico degli aventi dritto che comprende persone fì siche, imprenditori individuali, imprenditori agricoli o coltivatori diretti. Viene quindi esclusa la categoria delle società. Nell’ultima parte dell’emendamento è però precisato un altro elemento importante: l’eventuale accesso al Fondo di solidarietà non preclude il diritto del risparmiatore a chiedere il risarcimento del danno per via giudiziaria. Ma quanto ottenuto in una sede sarà scalato dall’importo corrisposto nell’altra.