Squallide vignette di Charlie Hebdo sull’aereo russo caduto: l’ira di Putin

Charlie Hebdo, il giornale satirico francese, torna a far discutere. Questa volta a reagire, non senza ragione, per il contenuto delle vignette è Vladimir Putin. Il portavoce del presidente russo ha definito un “sacrilegio” le vignette che compaiono sulla rivista a proposito del disastro aereo nel Sinai. Le vignette “non hanno a che fare né con la democrazia” né con la libertà “di espressione”, ha detto il portavoce, Dmitri Peskov, citato da Interfax. Il portavoce del Cremlino ha poi definito ‘Charlie Hebdo’ “una testata assai controversa” e ha aggiunto che “molti non la accettano e si sentono offesi dalle sue pubblicazioni”. “Un giornale come questo – ha proseguito Peskov – probabilmente sarebbe assolutamente inappropriato nel nostro sistema sociale, nel nostro paese multinazionale e multiconfessionale”. Il portavoce di Putin ha infine dichiarato di aver “cercato assieme ai colleghi” delle vignette sui redattori di ‘Charlie Hebdo’ “uccisi dai terroristi” ma di non essere riuscito a trovarle: “se sono state pubblicate – ha affermato – anche questo è un sacrilegio”. Le ipotesi che il disastro aereo sia stato provocato dalla esplosione di una bomba a bordo, avanzata da settori dell’intelligence americana e inglese, non convince, intanto, i russi. Bisogna “credere alle informazioni che partono dalle fonti ufficiali dell’inchiesta e non da Kommersant“:  ha dichiarato lo stesso Dmitri Peskov. Il quotidiano Kommersant ha citato “fonti vicine alle indagini” secondo cui i dati presenti sulla scatola nera che registra i parametri di volo non aiutano a stabilire le cause del disastro dell’Airbus. “Non sappiamo che dati usino i nostri colleghi britannici” per supporre che il disastro aereo sui cieli del Sinai sia stato provocato da una bomba: lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, aggiungendo che Londra “non ha condiviso” con Mosca queste informazioni.