Bologna, allarme per l’8 novembre: no global, Anpi e antagonisti si preparano…

C’è un precedente. E non è confortante. Ricordate la macchina di Matteo Salvini assalita a sprangate, distrutta e con i vetri infranti? Era esattamente un anno fa, l’8 novembre 2014. E la sinistra più deteriore, i criminali dei Centri Sociali, antagonisti e no global, gentaglia dai modi spicci e brutali, picchiatori professionisti, aggredirono con calci, sassi e spranghe il segretario della Lega e alcuni suoi collaboratori, fra cui una consigliera comunale, che si erano recati al campo degli zingari di via Erbosa a Bologna.
Le immagini dell’agguato, con i malviventi che si arrampicarono sul cofano e sul tetto dell’auto di Matteo Salvini cercando di impedirgli di andar via fecero il giro del mondo dimostrando come in Italia non fosse garantito non solo l’ordine pubblico ma neanche l’incolumità fisica delle persone. Un’immagine devastante per la reputazione dell’Italia renziana nel mondo. I delinquenti aggredirono in quel contesto non solo Matteo Salvini, il candidato regionale della Lega Alan Fabbri e l’allora consigliera comunale Lucia Borgonzoni, oggi candidata a sindaco di Bologna, ma anche un giornalista del Resto del Carlino, Enrico Barbetti: pedinato, minacciato  e insultato venne malmenato due volte dagli esponenti dei Centri sociali che gli fratturarono un gomito.
Ebbene, a distanza di un anno, No globalantagonisti si stanno preparando ad aggredire di nuovo. Sempre l’8 novembre. Il tam tam corre veloce sui siti di riferimento dell’area antagonista. La parola d’ordine è: aggredire militanti ed esponenti del centrodestra che domenica si ritroveranno a Bologna per la manifestazione unitaria.
«Spero che le forze dell’ordine tengano a bada i soliti esagitati e scalmanati che non sopportano la democrazia e chi la pensa diversamente», si augura il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni da ex-ministro dell’Interno. Ma le premesse non sono delle migliori.
I cattivi maestri già stanno soffiando sul fuoco della violenza. Rispunta dal passato un vecchio arnese della politica come Paolo Ferrero, ex-ministro della Solidarietà sociale del governo Prodi, trombato alle elezioni del 2013 quando si era convinto di entrare in Parlamento con la lista Ingroia, che lancia proclami e avvertimenti con un linguaggio vetero-marxista che suona un po’ ridicolo ma che rischia di titillare il cervello di qualche ragazzino manesco e poco sveglio. «Bologna è città medaglia d’oro della Resistenza e ha subito la terribile ferita della strage fascista del 2 agosto 1980 – ulula Ferrero avvertendo con scarso senso del ridicolo che Rifondazione Comunista – cioè quattro gatti – sarà in piazza con concentramento alla stazione di Bologna – a manifestare contro l’adunata fascio-leghista convocata da Salvini che propaganderà una volta ancora la guerra tra i poveri».
«La Lega e i fascisti, oggi come ieri – strilla il povero Ferrero convinto di essere un capopopolo – costituiscono lo strumento nelle mani delle classi dominanti per impedire ai lavoratori di unirsi e di far valere le loro ragioni. Saremo in piazza a Bologna per dire ancora una volta che Bologna è antifascista e che contro le politiche del governo occorre unire i lavoratori, i disoccupati, i precari, i pensionati, qualunque sia il loro colore, la loro religione, la loro provenienza». Un disperato appello allargato a tutto lo scibile umano. Cosa non si farebbe per raccattare qualche voto.
Ma non è solo Ferrero a minacciare di ostacolare la legittima manifestazione del centrodestra.
Più espliciti quelli di “Mai con Salvini, Bologna non si lega” che raccolgono il testimone del collettivo Hobo – uno dei suoi esponenti di punta è quel Matteo Pascariello autore, fra gli altri, dell’aggressione a Matteo Salvini davanti al campo zingari di via Erbosa e, poi, arrestato con l’accusa di devastazione e porto di oggetti atti a offendere per aver assalito e devastato diverse attività commerciali e il comando della polizia locale di Cremona – e che hanno annunciato la manifestazione convocata in Piazza XX Settembre a Bologna alle ore 10 con queste parole: cacceremo «fascisti e razzisti dalla nostra città». Altri centri sociali della città che si dichiara accogliente convergeranno verso il centro dal ponte di Stalingrado. Anche i vecchietti dell’Anpi scalpitano, per quel che possono.