Atac, la Procura di Roma indaga sugli appalti negoziati degli ultimi 5 anni

La Procura di Roma apre ufficialmente un fascicolo sulla gestione degli appalti in Atac negli ultimi cinque anni. Il fascicolo, affidato ai magistrati del pool reati contro la pubblica amministrazione, è stato aperto dopo la presentazione di un esposto da parte dell’ex-assessore ai Trasporti del Campidoglio, il deputato torinese del Pd Stefano Esposito. Che nei mesi scorsi più volte era stato a colloquio con il capo della Procura, Giuseppe Pignatone, al quale aveva portato personalmente prima un dossier e, poi, successivamente, una vera e propria denuncia a cui aveva allegato una relazione molto documentata sul sistema di appalti che vigeva nella municipalizzata a rischio tracollo finanziario.
La documentazione alla base dell’esposto di Esposito e, quindi, dell’inchiesta della Procura di Roma, origina dall’esito dell’esame delle carte arrivate dall’Anac, l’Agenzia Anticorruzione a cui l’assessore di Marino si era rivolto per capire come fossero stati gestiti gli appalti della municipalizzata del Campidoglio. Inutile chiedere lumi allo stesso Marino che ci ha sempre tenuto a sottolineare di non essersi mai accorto di nulla.
D’altra parte le doglianze di Anac e, quindi, di Esposito, all’Atac sono micidiali. E rappresentano la situazione in tutta la sua gravità. In questi 5 anni Atac ha fatto molte volte ricorso – troppe sia per Esposito che per l’Anac  – a procedure negoziate, spesso senza neanche pubblicazione di bando, con le aziende che avrebbero dovuto fornire alla municipalizzata beni, servizi e lavori. Questo avrebbe causato, come riflesso, tutta una serie di problematiche, prima fra tutte la mancanza di una gestione oculata dei budget aziendali. In seconda battuta non si è potuta fare poi, per mancanza di fondi, la manutenzione per molti mezzi con l’inevitabile depauperamento del parco automezzi.
Anac e assessore hanno riversato sul tavolo di Pignatone numeri che non lasciano scampo all’azienda e alla sua autodifesa: l’Atac ha fatto ricorso alla procedura negoziata negli ultimi 5 anni nel 90 per cento dei casi arrivando a spendere, in questo modo e, spesso, come detto, senza neanche la pubblicazione del bando, circa un miliardo di euro tra il 2011 e il 2015.
Quel che è certo è che oltre ad indagare sugli appalti degli ultimi cinque anni la Procura di Roma attiverà verifiche sui disservizi del trasporto pubblico romano che sono, in qualche caso, strettamente correlati alla questione degli appalti. In particolare al vaglio degli inquirenti ci sono le criticità del comparto mobilità nella Capitale relativi alla linea Roma-Lido fino ai tanti episodi di malfunzionamento della metropolitana.