La Lega Araba: Netanyahu falsifica la storia. È bufera sul premier israeliano

Non accenna a placarsi la bufera sul premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo le dichiarazioni a proposito del Gran Muftì di Gerusalemme e di Adolf Hitler, bufera che si innesta sul difficilissimo momento che stanno attraversando le relazioni israelo-palestinesi, iniziate qualche giorno fa con la cosiddetta Intifada dei coltelli, cui è seguita la dura reazione di Tel Aviv. Sono «ridicole» le dichiarazioni di Netanyahu che ha addossato la responsabilità della Shoah ai palestinesi. Lo afferma Ahmed Ben Helli, assistente del segretario generale della Lega Araba, secondo cui quelle parole rappresentano «un’umiliazione per le vittime del nazismo e mostrano l’estremismo di Netanyahu che falsifica la storia per incitare il mondo contro i palestinesi». Ahmed Ben Helli ha poi aggiunto che Netanyahu non «tiene in considerazione le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede di mettere fine all’occupazione israeliana dei Territori palestinesi». Le affermazioni del premier israeliano, ha concluso, «alimentano la violenza e l’odio dei coloni estremisti contro i palestinesi e creano uno stato di squilibrio e di caos nella regione». Come si ricorderà, nella polemica che oppone Israele ai palestinesi, il premier israeliano ha insistito anche in queste ore a Berlino sulle responsabilità del Gran Muftì nell’olocausto: «Abbas (ossia Abu Mazen) dovrebbe lasciarsi chiedere come possa glorificare come padre della nazione uno che fu un collaborazionista dei nazisti». Numerosi gli interventi sull’argomento, però che il Gran Muftì collaborasse coi nazisti non ci sono dubbi, è storicamente provato: «L’affermazione di Netanyahu è totalmente senza basi», dice Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, ma riconosce: «Che il Muftì spingesse sui nazisti e volesse l’invasione della Palestina è fuori discussione, ma Hitler non doveva essere convinto da nessuno». Da parte sua il presidente del Consiglio centrale degli ebrei tedeschi, Josef Schuster, sostiene che «la chiara responsabilità della Shoah di Adolf Hitler e del nazionalsocialismo non dovrebbe mai essere relativizzata. Una netta presa di distanze di Netanyahu dalla sua affermazione sarebbe auspicabile», ha aggiunto. Anche dall’opposizione alla Knesset giungono critiche a Netanyahu.

Netanyahu a Berlino ha incontrato Kerry

Ma, come si diceva, queste polemiche storiche vengono a cadere proprio in uno dei momenti peggiori dei rapporti tra ebrei e arabi. Le diplomazie sono già al lavoro, ma gli osservatori non credono che avranno successo nel breve periodo: «È necessario mettere fine all’incitamento e alla violenza» in Medio oriente. Lo ha detto il segretario di stato Usa John Kerry, a Berlino dove ha incontrato il premier israeliano Netanyahu che ha invece accusato Abu Mazen di spargere menzogne su Israele. Kerry ha aggiunto di aver parlato con Abu Mazen e con il re Abdullah di Giordania e che entrambi gli hanno assicurato il loro impegno alla calma. «Penso che la gente voglia una de-escalation», ha detto Kerry riferendosi ad Abu Mazen e Abdullah, che incontrerà sabato ad Amman. Il segretario di Stato Usa ha aggiunto che «queste conversazioni sarebbero molto importanti per concordare sui passi che possono essere presi oltre alle condanne e oltre alla retorica» per mettere fine alla violenza. Da parte sua, Netanyahu ha detto a Kerry che «non c’è dubbio che questa ondata di attacchi viene spinta direttamente dall’incitamento, dall’incitamento di Hamas, dall’incitamento del movimento islamico in Israele e dall’incitamento, mi dispiace dirlo, del presidente Abbas e dell’Autorità palestinese». Il premier israeliano ha aggiunto: «Penso che sia arrivato il momento per la comunità internazionale di dire chiaramente al presidente Abbas di fermare lo spargimento di menzogne su Israele. Sono menzogne che Israele voglia cambiare lo status quo alla Spianata delle Moschee, sono menzogne che Israele stia giustiziando i palestinesi. Tutto ciò è falso». Kerry poi ha espresso cauto ottimismo dopo l’incontro a Berlino con il premier israeliano. Lo ha dichiarato a margine della bilaterale col collega tedesco Frank-Walter Steinmeier. Kerry si è detto anche moderatamente incoraggiato dal fatto che nei prossimi giorni probabilmente si metteranno sul tavolo alcuni argomenti, che potrebbero avere effetti positivi su una distensione della situazione. Di questo vorrà parlare fra gli altri con Abu Mazen, ha aggiunto il segretario di Stato Usa. Beato lui…