Borseggi a Roma, arrestati altri nomadi. Erano tutti già “noti” e “liberi”

Si sentono i padroni di Roma. Non si contano più i nomadi che vengono fermati dai carabinieri o dalla polizia e che, poco dopo, si ritrovano liberi, pronti a commettere gli stessi reati, convinti che in galera non ci resteranno mai. Altre sette persone sono state arrestate. Sempre per tentato furto o furto aggravato. Sempre nomadi o stranieri e ancora una volta nel centro di Roma. Nella storica piazza dei Cinquecento, nei pressi della fermata degli autobus, a finire in manette è stata una 46anne bulgara (già conosciuta dalle forze dell’ordine ma come al solito “libera” di agire) che i carabinieri hanno bloccato in flagrante: aveva appena rubato il portafogli a un turista americano, per un totale di 300 euro, 200 dollari e due carte da credito.

Nomadi arrestati, ecco cos’è accaduto. Ma pagheranno?

Nella stessa piazza, poco dopo, ancora i carabinieri in azione: hanno arrestato tre nomadi minorenni – un quattordicenne, una diciassettenne e una quattordicenne – che venivano dal campo rom di Castel Romano, i cui “abitanti” da mesi si rendono protagonisti di fatti di cronaca. Stavolta erano nei pressi della pensilina del 64, l’autobus più a rischio borseggi, quello che l’assessore Esposito della giunta Marino non sapeva neppure dove transitasse. I tre nomadi avevano appena rubato il portafogli con 500 dollari a un turista. Ma non è finita qui. A poche centinaia di metri, nei pressi della Stazione Termini, è stato arrestato un cittadino romeno di 26 anni (anche lui già noto alle forze dell’ordine) che aveva sfilato un portafogli a un prete. Altri due romeni sono infine stati sorpresi all’interno della metropolitana dopo aver preso un portafogli a un viaggiatore in attesa del treno.