Barack Obama cerca di rialzarsi dal ko: «Putin sulla Siria? È un disastro»…

Obama è al tappeto: e per riuscire al risollevare indici di credibilità e gradimento, sia interni che internazionali, non gli resta altro da fare che spostare attenzione e recriminazioni sullo storico nemico russo. E così, dopo mesi di inconcludenti azioni militari della coalizione guidata dagli Usa in Siria, all’indomani dei bombardamenti di Putin mirati contro target sensibili di Isis e ribelli anti-Assad – colpiti e affondati – l’inquilino della Casa Bianca sentenzia faziosamente: Putin su Damasco e jihiadisti? «Un disastro»…

Obama attacca Putin

Barack Obama non usa mezzi termini nel descrivere la strategia di Vladimir Putin in Siria, un po’ per delegittimare l’azione bellica decisa dal Cremlino, un po’ per screditare autorevolezza militare e decisionismo interventista del leader russo. Ipotizzando e sottolineando come, in pieno delirio allarmista, i raid russi in corso alla fine non potranno far altro che «rafforzare» i miliziani jihadisti agli ordini del Califfo. È la prima volta che il presidente americano parla dopo il faccia a faccia col leader del Cremlino al Palazzo di Vetro dell’Onu e dopo l’inizio dei bombardamenti aerei di Mosca in Siria. Raid condotti non solo contro le postazioni dello stato islamico, ma anche – sostiene l’amministrazione statunitense –contro i ribelli anti-Assad finanziati, addestrati ed equipaggiati dalla Cia. Quei combattenti che, Obama assicura, continueranno a ricevere il sostegno degli Stati Uniti. «Respingiamo l’idea della Russia che tutti quelli che sono contro Assad sono terroristi», ha ammonito il presidente americano parlando in diretta tv.

Obama vs Assad

Quella di Obama doveva essere solo una dichiarazione mediatica mirata a presentare il nuovo ministro dell’istruzione, ma alla fine l’inquilino della Casa Bianca ha deciso di prendere alcune domande dei giornalisti confermando tutta la sua irritazione per la mossa risoluta di Putin in Siria. «Con Putin alle Nazioni Unite abbiamo parlato della necessità di una transizione politica in Siria – ha spiegato Obama – ma col presidente russo sono stato chiaro: non si può riabilitare Assad». «Del resto – ha aggiunto poi – se Assad è ancora al potere è solo grazie al sostegno di Russia e Iran. Solo per questo il regime di Damasco è ancora in piedi. Ma Assad cadrà», ha insistito pervicacemente il presidente americano, ribadendo la sua convinzione: «Non si può sostenere un leader che ha represso la protesta del suo popolo».