Aereo russo si schianta sul Sinai: l’Isis rivendica, ma Il Cairo e Mosca smentiscono

Un aereo di linea russo con 212 persone a bordo si è schiantato sulla penisola egiziana del Sinai. Era decollato da Sharm el Sheikh. Lo riferisce l’agenzia russa Tass citando Sky News Arabia. «Secondo i rapporti preliminari – ha detto il portavoce di Rosaviatsia, Serghiei Izvolsk – un Airbus A320 appartenente alla Kagalymavia, volo 92-68, in viaggio da Sharm el-Sheikh a San Pietroburgo è decollato alle 6.51 ora di Mosca. Alle 7.14 non ha contattato Larnaca (Cipro) ed è scomparso dai radar. L’aereo trasportava 212 passeggeri, per la maggior parte turisti russi provenienti dalla località di villeggiatura egiziana, e sette membri dell’equipaggio». Secondo quanto riferito dalla Bbc, anche il premier egiziano Sherif Ismail ha confermato la notizia. Inevitabile il sospetto che possa trattarsi di un attentato, visto che l’offensiva russa in Siria ha provocato le minacce di una reazione violenta da parte dell’Isis anche al di fuori dei confini siriani. L’aereo di linea russo con 224 persone a bordo partito da Sharm el Sheik e diretto a San Pietroburgo si è schiantato infatti nel nord del Sinai vicino all’area dove l’esercito egiziano sta combattendo i militanti dell’Isis.

L’incidente aereo a 24 ore dall’allarme russo

A questo proposito, meno di 24 ore prima la Russia aveva lanciato l’allarme sull’ulteriore rischio di attentati da parte dell’Isis. In particolare, secondo Mikhail Ulianov del ministero degli Esteri russo,  l’Isis avrebbe ottenuto l’accesso alle tecnologie per produrre armi chimiche, proprio quando il processo di smantellamento dell’arsenale chimico di Assad, concordato da Usa e Russia, è stato completato al 99%. «Sono già stati registrati molti episodi sull’uso di armi chimiche da parte di militanti Isis in Siria e in Iraq”, ha sostenuto il rappresentante russo. «Nel caso dell’Isis – ha osservato – non si tratta solo dell’uso di cloro a scopi militari, cosa di cui è di solito accusata Damasco, sebbene non ci siano ancora prove. Ci sono prove contro l’Isis sull’uso di vere armi chimiche, iprite, e forse lewisite, la cui produzione richiede l’uso di tecnologie piuttosto complesse». Un allarme che rende ancora più inquietante quello lanciato da Andrew Parker, direttore dell’MI5, i servizi segreti britannici. Secondo quanto dichiarato al Telegraph, l’Isis sta pianificando attacchi terroristici con un numero enorme di vittime in Gran Bretagna e il livello attuale di minaccia è il più alto degli ultimi trent’anni. Minaccia dalla quale nessuno può sentirsi escluso.

La rivedicazione dell’Isis, le smentite del Cairo e Mosca

L’Isis ha poi  rivendicato con un comunicato e un video il presunto abbattimento dell’aereo Ma fonti della sicurezza egiziana hanno poi snetito con forza l’autenticità della rivendicazione affermando che il velivolo volava a un’altitudine tale da non poter essere abbattuto dai jihadisti. Successivamente è arrivata anche la smetita di Mosca.  Il ministro dei Trasporti russo Maksim Sokolov ha bollato come “non attendibile” l’ipotesi che l’aereo russo schiantatosi sia stato abbattuto “da terroristi”. Lo riportano le agenzie russe.