La Ue si spacca sui migranti. E punisce l’Italia che non li ha registrati

Di fronte all’ondata inarrestabile di immigrati l’Europa si spacca, come del resto era prevedibile. Il Consiglio dei ministri degli Interni della Ue, infatti, vista l’impossibilità di raggiungere l’unanimità, ha votato a maggioranza qualificata approvando il documento sui migranti presentato dalla presidenza della Ue. Romania, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria hanno votato contro. La Finlandia si è astenuta. La proposta emersa dalla riunione degli ambasciatori Ue è di ricollocare tutti e 120mila – quindi anche i 54mila a cui l’Ungheria ha rinunciato – migranti da Italia e Grecia, con la possibilità di cambiamenti in corsa se dovesse presentarsi la necessità per altri Paesi. Immediate le reazioni internazionali: quelle che sono state approvate a maggioranza qualificata dal Consiglio straordinario dei ministri degli interni europei sono «gesti politici vuoti ed inefficaci», ha scritto sul suo profilo Twitter il ministro ceco Milan Chovanec, in cui ha lamentato che la Polonia non abbia seguito le scelte del gruppo di Visegrad.

Bruxelles mette l’Italia in castigo

E Bruxelles, forse per nascondere la rabbia del fallimento della sua strategia, non trova di meglio che colpire l’Italia, che più di tutti – insieme alla Grecia – si è fatta carico della prima accoglienza dei clandestini, andandoli addirittura a prendere a casa loro per portarli qui. C’è infatti una stretta della Commissione Ue sul rispetto delle regole su registrazioni e raccolta di impronte dei migranti. Dopo le lettere amministrative delle settimane scorse – tra i Paesi destinatari delle lettere c’è anche l’Italia -, ora Bruxelles annuncia l’apertura di procedure di infrazione per questo tipo di mancanze al prossimo round del mese, previsto per giovedì prossimo. «Al round di settembre delle procedure di infrazione vi potete attendere che questi casi siano perseguiti», ha minacciato la portavoce Natasha Bertaud. E una volta tanto il ministro Angelino Alfano risponde per le rime ai burocrati europei: «Credo che la procedura che deve aprire l’Europa è una procedura di ringraziamento all’Italia». Così infatti il ministro dell’Interno ha risposto ai giornalisti che chiedono un commento sull’annuncio di apertura di procedure di infrazione da parte della Commissione Ue per il mancato rispetto delle norme sulle registrazioni dei migranti. La verità è che le cifre sono impressionanti, e non hanno riscontro con quelle degli anni scorsi, inferiori anche di tre o quattro volte, così come non è vero che sulle nostre coste arrivino solo persone in fughe dalla guerra o perseguitati politici da feroci regimi liberticidi: nel 2015 invece gli arrivi hanno interessato tutta l’area del Mediterraneo, con 411 mila persone sbarcate (al 14 agosto), riguardando anche la Grecia, che ha registrato 288mila arrivi, contro i 121.500 dell’Italia e i 1.953 della Spagna.