Sigilli al Colosseo per riunione sindacale. Sequestrati centinaia di turisti

Sigilli al Colosseo per assemblea sindacale. Proprio così. L’Anfiteatro Flavio, il Foro Romano e il Palatino, le Terme di Diocleziano e Ostia Antica sono rimasti chiusi per alcune ore con apertura ritardata alle 11 e mezza. La chiusura ha mandato in tilt le decine si turisti in fila, muniti di biglietti e macchine fotografiche, smaniosi dir apprezzare i capolavori della Città Eterna. Stessa sorte è toccata a molte altre città d’arte italiane. Sul tavolo dell’incontro sindacale «la gravissima situazione dei dipendenti della Soprintendenza archeologica dovuta al mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie e la mancata apertura di una trattativa per il rinnovo del contratto».

Colosseo out

«What happens?», che succede? chiedono spaesati i visitatori arrivati da tutto il mondo. Molti i turisti davanti alle biglietterie costretti a fare retromarcia nella confusione generale. La notizia, infatti, non è stata comunicata ai turisti, che si sono comunque messi in coda «Ok, we have to come back later», dice un americano dimostrando una pazienza esemplare. Ad avvertire il resto della folla hanno provveduto i centurioni approfittando per  scattare la foto ricordo con i malcapitati. Colte di sorpresa anche le guide turistiche che hanno improvvisato percorsi alternativi, con un certo imbarazzo.

“Ah è chiuso?”

Ma la pazienza ha un limite. «Ah, è chiuso? Ma non c’è nessun avviso», si lamenta una signora. «Potevano scriverlo almeno lì, ci saremmo organizzati», dice un gruppo di turisti inglesi che aveva comprato i biglietti online per saltare la fila, «Roma è tanto grande e abbiamo solo due giorni». Ad aggravare la confusione anche un errore nell’avviso scritto in inglese che parla di chiusura «from 8.30 am to 11 pm», cioè le 23 di sera.«Quindi sarà chiuso tutto il giorno?», si domanda una turista polacca.

La misura è colma

«La misura è colma», sbotta il ministro di Beni CulturaliDario Franceschini, commentando la vergognoa chiusura del Colosseo e dei Fori. «Un Paese come l’Italia che ha nel patrimonio artistico e monumentale la sua eccellenza non può consentire che uno dei monumenti più visitati al mondo non sia visitabile per una riunione sindacale», ha commentato Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. «I diritti dei lavoratori sono sacrosanti ma non possono ledere il turismo e la reputazione dell’Italia nel mondo. Non è la prima volta che accade. Per questo – continua Rampelli – credo sia indispensabile rivedere la legge sul diritto allo sciopero e inserire la fruizione dei beni monumentali tra i servizi pubblici essenziali».