Ponte sullo Stretto, ma solo per i treni. Il progetto divide il governo

Il progetto di Silvio Berlusconi di costruire il Ponte sullo Stretto torna a far discutere. E divide l’attuale maggioranza. A riaprire la querelle è stata una mozione di Ap-Ncd approvata alla Camera. Il presidente di Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano ha interpretato questo ok come un “si riparte”, ma il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha frenato gli entusiasmi, sottolineando che il dossier non è sul suo tavolo e «se arriveranno proposte le valuteremo». La mozione impegna il governo a riconsiderare il progetto del Ponte «come infrastruttura ferroviaria previa valutazione e analisi rigorosa del rapporto costi-benefici».

Ponte sullo Stretto, maggioranza divisa

Ma non c’è solo dDerio a frenare. Lo stesso sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro, intervenuto in aula alla Camera, ha sottolineato che il progetto «non è nell’agenda del governo» e la complessità dell’opera «richiederebbe uno specifico approfondimento, che può tranquillamente essere rimandato ad altro momento». Anche il Pd ha ribadito la contrarietà alla realizzazione dell’opera. Secondo il vice ministro dell’Economia Enrico Morando non ci sono «le condizioni per riprendere in mano questo progetto». Per il presidente della commissione Bilancio Boccia «è un’opera inutile, non strategica e sarebbe un ulteriore spreco di soldi pubblici». Stesso ritornello anche per Sel, che dà anche un’interpretazione politica alla vicenda: «Con un colpo di scena degno di un thriller – ha affermato Arturo Scotto – il governo cambia idea e per tenersi buono l’alleato dell’Ncd apre alla costruzione del Ponte». E anche per l’M5S per Alfano il governo smentisce se stesso. Alfano da parte sua ha incassato soddisfatto il “sì” ottenuto dalla maggioranza e dal governo alla mozione del suo partito: «Il mezzogiorno riparte».