Ha il piercing al naso e il brillantino alla palpebra: la preside lo manda via

Mattia Carbini, studente 18enne di Olbia, al quarto anno dell’Istituto Alberghiero di Arzachena, è stato allontanato dalla scuola per il suo piercing al naso e un brillantino sotto la palpebra. «Un’ingiustizia e una palese discriminazione», accusa il padre Antonio; una «questione di immagine e di rispetto del regolamento, nessun intento di mortificare i ragazzi», replica la preside. «L’Istituto – spiega Fabiola Martini, 55 anni, da 30 anni insegnante e da 4 preside dell’Alberghiero – ha un regolamento che si pone come obiettivo la formazione, la crescita culturale, la maturazione personale, professionale e sociale dello studente. Prima di oggi ho invitato i ragazzi al rispetto delle regole. Ma vista la reiterata inosservanza di queste ultime, sono stata costretta ad imporre il rispetto dell’articolo 18».

 «A scuola si va senza piercing al naso»

L’articolo in questione si riferisce allo «stile personale» che deve essere mantenuto all’interno della scuola e precisa che «per la frequenza è richiesto un abbigliamento consono ed adeguato» e «non è consentito il possesso di piercing, orecchini, acconciature di pettinature che non garantiscano l’assoluta igiene personale e la salvaguardia di ambienti salubri». Niente piercing al naso, quindi. Però alcuni ragazzi però si sono rifiutati di togliere il superfluo. «Li ho controllati personalmente – spiega la preside – su 600 studenti, due non sono entrati, altri due, in seguito al confronto con i genitori da me contattati, hanno cambiato idea varcando la soglia della classe, mentre in un caso, vista l’opposizione dello studente e dinanzi al non riconoscimento della mia autorità, sono stata costretta a chiamare i Carabinieri, i quali hanno spiegato al ragazzo che i regolamenti vanno rispettati». Il caso è appunto quello di Mattia, spalleggiato con convinzione dal padre. «Ci troviamo di fronte a un regolamento fuori dai tempi che discrimina i ragazzi», attacca Antonio Carbini, 53 anni, agente di viaggio di Olbia. «Per mio figlio è diventata una questione di principio, tanto che ha deciso di ritirarsi da scuola e di opporsi a un regolamento che impedisce agli studenti di esprimersi come meglio credono. Anche perché, che esempio danno i professori che portano l’orecchino? È giusto affermare che il regolamento vale solo per i ragazzi?», si chiede Carbini senior annunciando che intende accompagnare Mattia nella caserma dei carabinieri per sporgere denuncia contro la preside, rea – a loro dire ma la dirigente smentisce – di aver strattonato il ragazzo per impedirgli di entrare a scuola.