Papa Francesco apre ai Lefebvriani: «Dobbiamo recuperarli»

«Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori« dei Lefebvriani. Così Papa Francesco in una lettera a monsignor Rino Fisichella in cui, tra l’altro, concede ai fedeli della Fraternità San Pio X, in occasione del Giubileo che «non esclude nessuno» la validità della confessione presso i loro sacerdoti. Nella lettera inviata all’arcivescovo Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio della Nuova evangelizzazione e “regista” vaticano del Giubileo straordinario della Misericordia, papa Francesco rivolge «un’ultima considerazione a quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X». «Questo Anno giubilare della Misericordia non esclude nessuno – sottolinea – Da diverse parti, alcuni confratelli Vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica sacramentale, unita però al disagio di vivere una condizione pastoralmente difficile». «Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità», aggiunge Bergoglio che sull’apertura ai lefebrviani prosegue sulla strada del suo predecessore, Benedetto XVI. «Nel frattempo, mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati», conclude.

Non solo lefebvriani: concesso ai preti di perdonare l’aborto

Inoltre, nella lettera scritta in occasione del prossimo Giubileo della Misericordia, papa Francesco ha «deciso, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono». Finora la facoltà di perdonare l’aborto ai genitori che l’avevano commesso e ai medici e operatori sanitari che vi avevano partecipato era riservata al vescovo diocesano, che in certe occasioni ne poteva dare delega anche ai sacerdoti. Per il Giubileo straordinario che si apre il prossimo 8 dicembre, il Papa aveva poi istituito la figura dei «missionari della Misericordia», da inviare in tutte le diocesi con la facoltà di confessare tutti i peccati, fino a quelli riservati alla Sede Apostolica, compreso quindi l’aborto. Ora Bergoglio fa un ulteriore passo, estendendo la facoltà di perdonare il procurato aborto a tutti i sacerdoti.