Crimini e omicidi in aumento: l’ultimo fallimento dell’America di Obama

Dopo anni di criminalità in calo, a guida repubblicana con George W. Bush, l’America democrat di Barack Obama si riscopre violenta.  Per far fronte a questa ondata di violenza le autorità americane hanno già tenuto un summit convocato d’urgenza in agosto, al quale seguirà questo mese una conferenza ad hoc su iniziativa del Dipartimento di Giustizia. Secondo i dati raccolti dal quotidiano New York Times, in testa alla classifica delle città più violente c’è Milwaukee, nel Wisconsin, dove dall’inizio di quest’anno a metà agosto sono stati registrati 104 omicidi, ben il 76% in più rispetto ai 59 dello stesso periodo del 2014. Seguono St. Louis (Missouri) e Baltimora (Maryland) rispettivamente con aumenti del 60% e del 56%. Almeno 35 città registrano un aumento degli omicidi o dei crimini violenti (in alcuni casi entrambi) e tra le dieci città principali c’è anche New York con un aumento del 9% degli omicidi a quota 208.

Il fallimento di Obama: crimini violenti in aumento

Nelle maggiori città aumentano gli omicidi ma anche altri generi di crimini. A Los Angeles il numero delle vittime di sparatorie è salito del 18%. In Wisconsin gli omicidi dall’inizio dell’anno sono stati 84, quasi come l’intero ammontare dal 2014.  L’aumento dei crimini arriva dopo un trend di calo durato anni e il timore è che rifletta la scarsa fiducia nella polizia, il taglio del budget delle forze dell’ordine attuato dall’amministrazione Obama ma anche la facilità con cui è possibile ottenere un’arma. “Siamo in territorio pericoloso”, afferma Peter Scharf, professore della Louisiana State University. E per lavarsi la coscienza, lo stesso presidente Usa se la prende con il Congresso che non gli ha dato abbastanza poteri: «Non essere ancora riuscito a far passare in Congresso una legge di buon senso» per il controllo delle armi, «anche davanti ai ripetuti omicidi di massa», è per il presidente Obama particolarmente frustrante. Lo ha detto lui stesso alla Bbc, affermando che, con ancora più di un anno  alla Casa Bianca, questa e’ la questione in cui è stato «più frustrato e ostacolato».