Accusa choc contro il padre di Aylan: era lui lo scafista, la colpa è sua

Chi è alla fine il vero responsabile della morte del piccolo Aylan, ritrovato su una spiaggia turca, la cui foto ha fatto il giro del mondo? Certo l’Isis da cui la famiglia scappava, certo l’Occidente che non fa nulla contro i jihadisti e anzi vende loro armi. Ma l’accusa choc l’ha lanciata dalla tv araba Eufrate una donna che aveva su quella barca anche due suoi figli: “Era il padre di Aylan lo scafista alla guida”, ha detto. Non certo il padre di famiglia preoccupato per il destino dei suoi ma un ignobile trafficante di esseri umani – se è vero ciò che dice la donna intervistata – e per di più ubriaco. Un particolare, quest’ultimo, venuto fuori da parte di un’altra donna, zia di due bimbi morti nel naufragio che è costato la vita ad Aylan. La donna ha detto al quotidiano iracheno Shafaq News che il padre di Aylan guidava la barca e si era pesantemente ubriacato. Il padre di Aylan, che è tornato a Kobane, in Siria, aveva raccontato di aver rifiutato un’offerta di asilo in Canada, il Paese in cui vive la sorella e che prima della tragedia aveva negato il visto alla sua famiglia. Un elemento sul quale pesano però alcuni dubbi visto che il Canada aveva fatto sapere di non sapere nulla di una richiesta di asilo da parte del padre di Aylan.

Anche l’Isis strumentalizza la foto di Aylan

La tragedia del bimbo annegato, simbolo e icona di migliaia di altri bambini vittime di conflitti nei loro paesi e della migrazione di massa che ne è la conseguenza, viene anche strumentalizzata dai fondamentalisti dell’Isis che nella loro rivista Dabiq hanno lanciato un anatema contro chi scappa dalla “casa dell’Islam” e mette in pericolo la vita dei propri figli. Un appello corredato proprio dalla foto di Aylan, usata come minaccioso monito a chi vuole mettere in salvo se stesso e i propri familiari.