Riparte la serie A. Ed ecco i sette allenatori italiani in cerca di panchina

Tra meno di due settimane riparte il campionato di serie A. E già acquattati a bordocampo ci sono sette allenatori in cerca di panchina.  Vincenzo Montella, Luciano Spalletti, Cesare Prandelli, Roberto Di Matteo, Walter Mazzarri, Fabio Capello e Carlo Ancellotti sono liberi, senza squadra. Intendiamoci, non sono i soli nel rutilante mondo del calcio e, loro, non patiscono certo la fame. Ma sono allenatori noti, molto noti. E perciò aspettano. Meglio, stanno in rilassata attesa. Attendono i primi confronti sul rettangolo verde e le prime cadute. Sornioni. Pronti a rilevare la panchina del malcapitato che non dovesse mantenere da subito le aspettative fatte germogliare d’estate. Sono tutti allenatori esperti i sette. Per questo è difficile pronosticare per loro lunghi digiuni da panchina. Per dire, Capello, fresco dell’esonero dalla guida della nazionale russa, si gode i milioni sganciati da quella federazione e si guarda intorno: nessuna panchina per uno come lui, in qualunque parte del globo pallonaro, è preclusa. Idem dicasi per il Carletto nazionale: lasciate le Merengue di Florentino Perez e detto “no, grazie” alla assidua corte di Galliani che lo voleva al Milan, si riposa con la famiglia in quel di Vancouver e ricarica le batterie, ronto per una nuova avventura. Poi c’è Spalletti, che di voglia ne ha tanta e la cui esperienza allo Zenit di San Pietroburgo gli è valsa una consacrazione internazionale nonché  l’attenzione rispettosa e interessata di molti club europei. Così come per Di Matteo, che ha guidato il Chelsea alla conquista della Champions, ed ha appena detto addio ai tedeschi dello Schalke 04. Voglia di rimettersi in gioco anche per Mazzarri, dopo le incomprensioni con l’Inter dell’indonesiano Thohir, e per Cesare Prandelli, già celebrato e coccolato da Matteo Renzi a Firenze e però reduce dai disastri con gli Azzurri e dal tonfo coi turchi del Galatasaray. Infine, c’è Montella. Forse il più promettente tra i sette allenatori. S’è scazzato abbondantemente con i Della Valle e ha optato per l’anno sabbatico alla Guardiola: ma non è detto che, per una panca che conta, non possa rientrare prima. Vedremo.