Expo, Matteo in ginocchio da Angela. Accuse da destra: «Ha svenduto l’Italia»

Sorrisi, inchini, abbracci, battutine e complimenti di ordinanza nella giornata italiana di Angela Merkel, ieri in visita all’Expo di Milano e accolta da Matteo Renzi e consorte con tutti gli onori, forse troppi. Ma chi sa leggere dietro l’ufficialità dei comunicati e ha raccolto rumors e indiscrezioni diplomatiche è convinto che dietro quell’apparente bonarietà si sia consumato un patto di ferro tra Italia e Germania in cambio di una genuflessione del governo italiano. Ecco perché, sul fronte politico, il giorno dopo la passerella del premier con Angela Merkel all’Expo, sono scoppiate forti polemiche.  «Matteo Renzi con la passeggiata sul decumano si è venduto alla Germania in cambio di (forse) 5 miliardi di flessibilità: vergogna inutile», scrive su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. È duro l’azzurro Lucio Malan: «All’epoca in cui la Merkel e Sarkozy facevano i sorrisini l’Italia era al di sopra della media europea. Ora abbiamo 300 miliardi di debito in più, un milione di disoccupati in più e 30 miliardi di più di tasse sulla casa. Il governo, da solo, ha fatto 100 miliardi di debiti. La Germania insieme ad altri Paesi come l’Olanda e la Danimarca ha un surplus che va contro i trattati europei. La Germania esporta ma non importa, fa una politica molto rigida al suo interno: questa è una violazione dei parametri europei. Stiamo chiedendo in ginocchio alla signora Merkel di darci la flessibilità. Avremmo il dovere di chiedere alla Germania di rispettare i trattati. Che la signora Merkel sorrida o meno a Renzi ai cittadini interessa poco».

Renzi e Merkel all’Expo, le critiche del partito di Passera

Critico anche Lelio Alfonso, coordinatore di Italia Unica, il partito guidato da Corrado Passera: «La visita di Angela Merkel all’Expo, pur con carattere privato e organizzata per rimediare alla mancata presenza ufficiale della Cancelliera, ha fatto registrare una grande attenzione mediatica. Bene per l’Expo, che è vetrina di tutto il Paese e quindi va sostenuto da qui alla fine dell’evento, sperando che dal giorno dopo ci sia un progetto chiaro per l’area, cosa che al momento appare opzione molto fumosa. Il premier Renzi, a quanto riportano le cronache, avrebbe approfittato dell’incontro per perorare la strada della flessibilità dei conti italiani nei confronti degli impegni presi con l’Europa, riconoscendo di fatto il ruolo preponderante di Berlino. In attesa delle smentite di rito, non si può che essere preoccupati di un atteggiamento da cappello in mano che ci penalizzerebbe non poco». Per il coordinatore di Italia Unica: «Siamo alle prese con riforme tutte ancora da fare, con Moody’s che vede una crescita inferiore all’Eurozona per il nostro Paese anche nel 2016 e tanta confusione in pentola su legge di stabilità, Def e fiscalità, a partire dalle tasse locali che stanno strangolando i Comuni. Al di là del brindisi con la Merkel e le richieste fatte a Berlino serve lavorare seriamente a casa nostra».