La pagliuzza e la trave: le ricorda qualcosa, monsignor Galantino?

Ma sì, c’ha ragione Galantino. C’ha ragione il monsignore. C’ha ragione il fumantino segretario generale della Cei a bacchettare l’orrendo politico. Che schifo che fanno questi politici! Pure cooptati, oltre che furbi. Lo sguardo accigliato e la lingua tagliente: ad onta del nome niente galanterie da questo Galantino. Soprattutto verso quei rappresentanti del popolo non in linea col secolare pensiero che il monsignore rappresenta. Che lui il Verbo lo frequenta per lavoro e perciò c’ha ragione a prescindere. Come avrebbe chiosato l’indimenticato Totò. E c’ha ragione da vendere, che questa classe politica è piuttosto imbelle e incapace. Per quanto in tanti se ne siano già abbondantemente accorti. Poi, certo, a voler essere pignoli ci sarebbe da puntualizzare ben altro. Ci si potrebbe ricordare di quel che il monsignore omette. Ad esempio delle regalie che, tacendo, la Chiesa stessa ottiene da quella medesima politica che così duramente bastona. E che regalie, caro Galantino. Ci sarebbe da dire dei miliardi (miliardi di euro!) dell’otto per mille; e poi ancora ci sarebbe lo Ior coi suoi conti segreti e con le sue opere che di religioso non hanno neppure il nome; e quindi il patrimonio immobiliare, immenso ed esentutto; e le donazioni, costanti e pure quelle senza tasse; e gli alberghi e le residenze e le dimore che di pagare imposte allo Stato, gestito sempre da questa politica furba e cooptata, nemmeno a parlarne; come per le scuole parificate di ogni ordine e grado sparse per l’intera penisola, ovviamente. Di tutto questo e di quant’altro ci sarebbe da dire. Ma siccome di mezzo ci sta la Fede, meglio tacere. Meglio volgere l’orecchio da altra parte. Come per le fulminee carriere in abito talare; come per le promozioni; come per le scalate improvvise nella gerarchia ecclesiastica; come per tutto quello sporco che c’è e che c’è stato e che, come sempre, viene celato sotto il tappeto: meglio, molto meglio, tacere anche qui. Perché quanto da dire e puntualizzare ci sarebbe sempre rispetto a furbi a cooptati e a impuniti. “Guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello e non t’accorgi della trave che è nel tuo?”: le ricorda qualcuno monsignor Galantino?